Il gioco nei bambini da 0 a 3 anni: risorsa privilegiata di apprendimento e relazione

Il gioco si evolve in base agli stadi dello sviluppo cognitivo del bambino (Piaget). Per quanto riguarda i primi anni di vita del bambino, quelli che prenderemo in considerazione qui, i due stadi principali sono senso-motorio e pre-operatorio.

Nello stadio senso motorio (dagli 0 ai 2 anni circa) il bambino conosce il mondo attraverso i sensi e il movimento e anche il gioco è di tipo percettivo – motorio. Soprattutto nel primo anno di vita del bambino bisognerebbe offrirgli la possibilità di fare le più diverse esperienze percettive. Un ottimo gioco, da proporre quando riesce a stare seduto da solo, è il “cestino dei tesori”, con oggetti che può toccare e mettere in bocca. Prendete un cestino maneggevole tipo in vimini e riempitelo di oggetti vari quali un cucchiaino, delle stoffe, uno scovolino di legno per il miele, una scatolina di cartone, un libriccino, una grossa conchiglia, un sasso, una bottiglietta di vetro resistente tipo quelle dei succhi di frutta, ecc. Il materiale dovrebbe variare periodicamente così da annoiare il bambino e offrirgli la possibilità di conoscere cose sempre nuove. L’esperienza di toccare e mettere in bocca gli oggetti è un’importantissima esperienza formativa: per questo gli oggetti devono essere vari, di forme, colori e consistenze diversi. La plastica non è assolutamente da utilizzare: è fredda, insapore, uniforme. Non riempite i vostri figli di giochi di plastica inutili: almeno fino all’anno di vita è sempre meglio utilizzare, per il gioco, oggetti della casa, oggetti naturali. All’incirca verso l’anno se non prima, quando il bambino inizia a spostarsi da solo gattonando o camminando, sarà attirato più da esperienze di movimento: muoversi, giocare con una palla, ecc. Date al bambino la possibilità di esplorare l’ambiente senza entrare in conflitto con lui: mettete al riparo ciò che non può prendere, ma consentitegli le più ampie possibilità esplorative. Una bella attività da fare è quella che prevede la scoperta del “dentro e del fuori” magari con delle semplici scatole che possano essere messe una dentro l’altra. Lasciate il bambino giocare in pace, evitate l’iperstimolazione o, peggio, di orientare il suo gioco. La frase simbolo di Maria Montessori è “aiutami a fare da solo”: ci deve essere la presenza della mamma serena e costante, ma il bambino deve fare da solo, dedicandosi alle sue cose con i suoi tempi in tranquillità, senza interruzioni e troppe sollecitazioni.

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Lo stadio pre-operatorio si suddivide in stadio pre-logico (dai 2 ai 4 anni circa) e stadio intuitivo (dai 4 ai 7 anni). Ciò che contraddistingue lo stadio pre-logico è l’inizio del pensiero simbolico che va di pari passo con il gioco simbolico e con lo sviluppo del linguaggio verbale. Il gioco simbolico inizia più o meno sui 18 mesi: gli oggetti non sono più solo da scoprire ma possono essere utilizzati per rappresentare altri oggetti e/o per rappresentare cose già viste o immaginarie. Anche qui evitate di dare al bambino tanti oggetti di plastica ma date loro molti oggetti diversi, non esclusivamente giocattoli: toccherà al bambino trasformarli con la sua fantasia! Dei bei giochi da fare a questa età sono i giochi dei travestimenti con vecchi vestiti e borse o giochi che aiutano “a fare finta” così da aiutare il bambino a far rivivere situazioni emotive diverse anche non sempre positive così da esorcizzarle. Ad esempio si possono dare a loro disposizione oggetti per ricreare un ambiente della casa.

 

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Un’ultima cosa, ma molto importante.. la televisione. Secondo una ricerca medica Australiana del 2010 i bambini dai 0 ai 2 anni non dovrebbero guardare mai la TV, i bambini dai 2 ai 5 anni dovrebbero guardarla solo per 1 ora al giorno. Nei primi tre anni di vita del bambino, le potenzialità dello sviluppo neuronale sono enormi: la tv non è indicata perché il susseguirsi delle immagini, il volume, crea confusione e nervosismo e soprattutto perché, oltre a rimbambire, rende il bambino passivo sottraendogli la possibilità di fare altre esperienze. Quindi via libera al gioco e basta televisione!

Dott.ssa Elena Carradori

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