LA MISURA DELLA FELICITA’-recensione-

Può un libro bastare per misurare la felicità?

Si, se attorno a lui si creano i giusti presupposti per un percorso verso la gioia di vivere. Ma per raggiungere la Vera Felicità, bisogna purtroppo incappare nella tristezza, nello sconforto. Ed è proprio quello che succede a Fikry; dopo la tragica morte di sua moglie, il libraio di Alice Island si chiude in un mondo dai modi burberi e scontrosi. A nulla serve la sua innata passione per i libri: tutto è inutile nella vita. Nulla può aiutarlo a ritrovare se stesso. Se non che, per una serie di circostanze che non vi svelerò, si trova finalmente a braccetto con la felicità. Vi do solo qualche indizio:un libro raro, una bimba di 2 anni e un poliziotto vecchio stampo.
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La sua libreria è il nostro terreno di lettura, i suoi libri sono un inno alla vita, proprio come questo romanzo. Si decanta la magia del libro come luogo immaginario di evasione da un mondo che per alcuni è solo veicolo di solitudine.
Il personaggio principale rappresenta ognuno di noi, anche se in piccola parte: la sua  ricerca spasmodica di un libro poco conosciuto piuttosto che l’ultimo romanzo di successo, va letto come una richiesta di unicità piuttosto che di omologazione alla massa.
Un uomo che accoglie a braccia aperte la felicità perché conscio della velocità con la quale si può perdere tutto.
Consiglio questa lettura per ricordarci ancora una volta che una vita è felice anche senza sfarzo e lustri; che basta poco per sentirci bene….e che un libro sempre con noi può essere una medicina inaspettata per tutti i piccoli mali quotidiani.
La libreria Island Book, tuona a grandi lettere: “Nessun uomo è un’isola. Ogni libro è un mondo”….noi, moderni esploratori.

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Benedetta Artusi

2 pensieri riguardo “LA MISURA DELLA FELICITA’-recensione-

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