NIENTE E’ COME TE- RECENSIONE

“Sara Rattaro ci spalanca le porte in un mondo poco conosciuto ma purtroppo troppo frequentato: quello dei genitori che rapiscono i figli”

Ho amato ogni romanzo di Sara Rattaro. Ha una capacità narrativa incredibile. Un modo così umano, così semplice, che ti trascina dritta dritta nel filone principale del romanzo e non ti lascia più andare. Il suo sistema narrativo è unico nel suo genere: ogni sua pubblicazione, è uno squarcio della vita comune ma che, magari di comune ha ben poco. Mi spiego meglio: le famiglie di cui racconta Sara, le persone, sono particolari soggetti atipici costretti a fare i conti con una normalità a volte forzata.
Per questo romanzo, la scrittrice si è ispirata ad una storia vera cambiando i nomi per maniere la privacy della famiglia. Così abbiamo Francesco, socio di un’enoteca rinomata per il gusto chic e Margherita figlia sedicenne violinista provetta. In mezzo ci sono più di 2000 km. Francesco non vede sua figlia da anni, non ha nessuna sua notizia a parte qualche sporadico bollettino che gli arriva dalla tata e per quanto ne sa, la sua ex moglie non è per nulla intenzionata a far rientrare la bambina in Italia. La bambina è stata rapita dalla madre è portata nella terra natia della donna che ha raggirato la legge inventando storie per screditare il marito.
Passano gli anni e per Francesco, arriva la svolta: Angelika, sua ex moglie, è morta in un n incidente in auto e devo partire subito per la Danimarca per riportare la figlia a casa.
Il mondo attorno all’ uomo si ferma: una battaglia durata anni, finisce così, nel più tragico dei modi. Ma il sollievo nel poter riabbracciare la figlia, ormai adolescente è tantissima. Quello che non si aspettava, o meglio, quello alla quale non era affatto pronto, è l’impatto della reciproca vita. Comincia così un viaggio alla scoperta della Parte Mancante di Se, fatto di ricordi, di orecchie tese davanti ad una porta chiusa, di lacrime e di piccoli gesti, ma che vogliono dire tanto.

Benedetta Artusi

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