Negli occhi di chi guarda

Adoro scrivere per The Womoms: ho avuto l’opportunità per la seconda volta, d’intervistare una giovane mamma scrittrice.

Entrambe sono state così disponibili da rispondere ad alcune domande e credetemi, quando vi dico, che le avrei volute abbracciare davvero. Da appassionata di libri, scovare queste 2 narratrici esordienti, mi fa ben sperare in merito ai libri. Leggiamo sempre meno, ma è bello vedere chi, dei libri, ne ha fatto il proprio mondo…CONTINUATE COSÌ RAGAZZE!!!

 

Oggi conosciamo Serena, autrice di un libro che ho guardato con occhi diversi. Racconti. Tenendo conto della media di pagina di un romanzo, questa è una (piacevolissima) riscoperta!

In questo libro conosceremo mondi e personaggi comuni, umani ma sopratutto vivi. I suoi racconti infatti non sono mai statici; in poche pagine racchiudono tutta una vita.

Ma lasciamo parlare lei, che sicuramente saprà raccontare e raccontarsi meglio di me.

 

Un libro di racconti brevi è una perla rara: amante del genere o semplice voglia di proporre qualcosa di diverso?

 

Diciamo un po’ tutte e due le cose. Ho scoperto che tanti degli autori che amo, come Flannery O’Connor, Herman Melville o il “mio” amato Cesare Pavese, hanno scritto racconti. E alcuni di questi sono più belli dei romanzi che li hanno resi celebri. 

Il racconto è una cosa strana, all’apparenza più semplice del romanzo, invece richiede precisione ed equilibrio per riuscire a contenere l’indispensabile in poche pagine. Quindi, eliminare i fronzoli e andare al dunque. E credo che questo rientri nel voler proporre qualcosa di diverso, oggi che il tempo per i libri lo dedichiamo sempre meno. 

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I personaggi lasciano poco tempo per farsi conoscere prima di portarti a vedere con i loro occhi. Sono nati di getto o si sono fatti strada poco a poco nella tua mente?

 

La seconda cosa. Credo che nascano dalla realtà, da qualcosa che mi ha impressionato, che ha attiratola mia attenzione. O qualcosa. La cucina gialla è nato dalla mia curiosità per una casa da cui passavo ogni mattina per andare al lavoro. Sembrava disabitata eppure un giorno notai le tendine scostarsi dalla finestra e vidi di sfuggita il volto di qualcuno, forse una donna. Pensavo spesso a quella casa, a chi potesse abitarci, alla sua storia. E allora è nata Emilia. 

 

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Emozioni a profusione per il lettore: zero giri di parole, nessuno scenario dalle tinte pastello ma decise pennellate di colore…azzardo dicendo che sono delle fiabe per adulti? Personaggi nati per impartirci qualche lezione di vita?

 

No, nessuna lezione di vita. Sono personaggi che vivono la vita. E la vita è incasinata, come per tutti. E faticosa, spesso. Eppure ad ognuno di loro succede qualcosa, accade un fatto che li cambia e li ri-sveglia. Si, forse sono fiabe per adulti. Ma solo se gli adulti si abbassano alla sguardo dei bambini. 

 

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Tra i tuoi racconti, a quale sei più affezionata, o a quale personaggio?

 

Non c’è un racconto in particolare a cui sono più legata ma voglio molto bene ai miei personaggi. Tutti loro rappresentano le sfaccettature di me stessa. E tra questi, Lo storpio è quello a cui voglio più bene. Forse perché esiste davvero, forse perché ho pensato a lui molte volte, forse perché è la figura più misera o forse perché siamo tutti bisognosi di tenerezza.  

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Il titolo è un invito ad aprire gli occhi verso il mondo, a guardare un po’ più in là del nostro naso. Secondo te come mai decidiamo di “vedere” senza badare a ciò che ci circonda? 

 

Credo perché guardare richiede uno sforzo. E’ un po’ come un esercizio continuo: se non tieni sempre sollevato lo sguardo, finisci per guardare a terra, peggio ancora, socchiudere gli occhi.

Il regista ucraino Dovzenko diceva “Capita che di due persone che guardano in basso, una veda una pozzanghera e l’altra le stelle.” Puoi avere la fortuna di riuscire a vedere le stelle anche dentro una pozzanghera ma sono convinta che quello sia un dono. Per questo non bisogna rinunciare alla bellezza e anzi, pretenderla e cercarla ogni giorno.

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Sul tuo profilo Instagram, c’è un libro aperto di Arianna, la tua bambina. Quanto reputi importante la lettura, sopratutto tra i più piccoli? Come possiamo invogliarli a leggere o ascoltare qualcuno leggere per loro? 

 

Ho la fortuna di avere una figlia che ama i libri. Non so se posso attribuirmi il merito di questo, credo che alcune passioni siano scritte nel DNA. Ma sono sicura di aver sempre stimolato la sua curiosità, incoraggiandola a sperimentare quello che più le interessa. Credo che i bambini siano i primi cacciatori di bellezza perché hanno ancora la capacità di stupirsi. Quindi abbiamo una grossa responsabilità nel non privarli della bellezza ma, anzi, offrirgli il massimo. La lettura è importante ma prima di questa c’è la mamma (o il papà) che racconta. E un racconto è sempre affascinante. Poi saranno loro a scegliere e solo così scopriranno le loro inclinazioni. Per fare questo però dobbiamo tenere sollevato lo sguardoperché i bambini imitano noi. È un ottimo esercizio per tenere gli occhi aperti.

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