NON DIAMOCI UN (ALTRO) TAGLIO

Ci troviamo ancora oggi davanti ad uno dei più grandi argomenti di discussione nell’ambito ostetrico-ginecologico tanto che negli anni sono stati pubblicati innumerevoli articoli sui potenziali danni materno- fetali associati al travaglio in una donna che ha già effettuato un taglio cesareo, ma anche e soprattutto sui notevoli vantaggi offerti da una diminuzione di atti chirurgici su quella stessa donna.

Le linee guida a tal proposito sono molto chiare: bisogna dare la possibilità ad una donna con pregresso taglio cesareo di scegliere se voler fare un parto spontaneo o un altro cesareo senza alcun allarmismo, ma dandole l’opportuno supporto, tutti i chiarimenti di cui necessita, offrendole un adeguata sorveglianza clinica durante il travaglio, e soprattutto spiegarle che sottoporla ad ulteriori tagli cesarei può aumentare il rischio di complicazioni rispetto ad un parto vaginale.

Ci sono però dei criteri di esclusione, ad esempio donne che hanno avuto una precedente rottura d’utero o sono state sottoposte a 3 o più tagli cesarei, o ancora donne che hanno una cicatrice longitudinale (dall’ombelico al pube) come si faceva un tempo, o in caso di gravidanza gemellare.

Fu nel 1916 che Cragin, ginecologo americano, ad un convegno enunciò: “prima volta cesareo, sempre cesareo”, riferendosi alla pratica chirurgica effettuata in quegli anni che prevedeva un incisione longitudinale, diversa da quella fatta ai giorni d’oggi che è invece trasversale.

Illustrazione 1: www.medicina360.com
Illustrazione 1: www.medicina360.com

Dopo diverse analisi fatte su donne precedentemente cesarizzate, è stato appurato che più tempo passa tra il primo intervento e la seconda gravidanza più le possibilità di rottura d’utero sono inferiori, infatti superati i 2 anni il rischio diventa appena dello 0,9%, che è inferiore a tutti i rischi associati ad un ulteriore cesareo.

Ho voluto affrontare questo delicato argomento nel mio post di Gennaio per invitare tutte le donne che avrebbero voluto fare un parto spontaneo già alla prima gravidanza, a perseguire nel loro obietti vo perchè avete il 76% di riuscita e perchè è un esperienza che mai nessuno vi farà più vivere. Se questa è l’intenzione parlatene durante la gravidanza con il vostro ginecologo e informatevi a tal proposito con le linee guida alla mano.

Vi consiglio infine un libro bellissimo che affronta questa tematica, scritto dall’ostetrica Nancy Wainer, diventata tale dopo aver fortemente voluto un parto naturale dopo un cesareo nonostante tutti i medici le remassero contro: “Silent Knife”, un libro per tutte le donne già mamme e non che vogliono sentirsi libere di scegliere come partorire.

0 pensieri riguardo “NON DIAMOCI UN (ALTRO) TAGLIO

  • 30 gennaio 2015 in 10:13
    Permalink

    La cosa che più agognavo durante gli ultimi mesi di gravidanza ero il momento del parto, la sensazione di sentire la mia piccola uscire fuori dal mio ventre e sentire il suo primo pianto. Purtroppo proprio prima di venire alla luce, un imprevisto e un cuoricino che sembrava non voler più battere ha deciso la sorte del cesareo. Non so perché molte lo preferiscono, io avrei voluto tanto un parto naturale… Anche se la cosa più importante e vedere mia figlia giocare e chiamarmi mamma!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *