IL BONDING: UN NODO D’AMORE

“Figlio mio dove hai imparato l’amore?
Mamma l’ho imparato tra le tue braccia.”

Quando un bambino nasce compie un lungo e difficile viaggio, non è solo la madre a dare alla luce il proprio figlio, ma è anche lui che si impegna nel venire al mondo, con grande sforzo e fatica.
Una volta fuori dalla pancia della mamma dove era avvolto, riscaldato e protetto ha bisogno di ritrovare quello che gli era familiare e che conosce già.
Ha bisogno di riempire i suoi sensi con odori, sapori, suoni, colori e contatto famiglia

 

La madre e il bambino hanno bisogno di ritrovarsi subito, e di costruire la loro relazione dal primo istante senza interferenze non necessari
La madre, il padre e il neonato hanno bisogno di consolidare la loro relazione, il loro legame il più precocemente possibile.

Non molto tempo fa è stato coniato il termine BONDING, che significa connessione, nodo, legame, collante.
È un processo delicato, facilmente attaccabile, che comincia già in gravidanza e continua poi nel tempo tra genitori e figli.
Subito dopo la nascita però c’è un periodo sensibile di circa due ore caratterizzato da un assetto ormonale particolare e da un particolare stato di veglia del neonato che permette la costruzione di questo primo nodo.
Questo è il motivo per cui madre e bambino dovrebbero rimanere in contatto, pelle contro pelle, senza separazioni non necessarie.
È un processo fatto di amore e conoscenza reciproca.

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Fondamentali per la costruzione del BONDING sono la comunicazione sensoriale, con un ruolo molto importante rivestito dall’allattamento al seno, e l’assetto ormonale.

Il neonato che subito dopo la nascita viene accolto dalle braccia materne può riconoscere l’odore della propria mamma.
Può vedere il volto materno, un neonato riesce infatti a mettere a fuoco la distanza di circa 30 cm che va dal seno al volto materno. Riconosce le voci che sentiva prima della nascita.
Per il neonato è importante il calore dell’abbraccio della madre, che lo accolgono in un nuovo nido, con una forma di continuità tra la vita intra ed extrauterina. Il contatto tra i corpi è un rifugio.
Il gusto è appagato dal colostro. Un ruolo importantissimo in questo processo assume infatti l’attaccamento precoce al seno.
Il neonato con la suzione riconosce il sapore della madre.
Con l’allattamento il neonato viene consolato, nutrito, protetto, riscaldato, rassicurato, confortato, gratificato.
L’importanza dell’allattamento al seno è documentata e non vi sono dubbi sugli infiniti benefici.
Se al neonato viene permesso di attaccarsi subito al seno l’allattamento sarà più facile e duraturo.
La madre e il padre hanno bisogno di questo momento, loro donano e ricevono.
Hanno finalmente il loro cucciolo, finalmente possono dimenticare il bambino immaginato e accogliere il bambino reale.
Lo riconoscono, lo baciano, lo abbracciano, lo studiano nei minimi dettagli.
La madre lo può consolare, lo può accarezzare, lo può stringere a se.
Questo primo contatto è un gesto d’amore infinito.

Grazie alle endorfine che donano una situazione di benessere dopo le fatiche del parto la madre e il neonato si godono il loro incontro.
La comunicazione ormonale avviene principalmente attraverso l’ossitocina, definito anche l’ormone dell’amore.
L’ossitocina oltre ad essere prodotta in travaglio stimolando le contrazioni, favorisce l’attaccamento e il senso di accudimento della madre e del padre verso il neonato. Favorisce la fuoriuscita prima del colostro e poi del latte in allattamento.

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La relazione che costruirete con i vostri figli dipenderà da molti fattori, l’educazione, la scuola, la società… Ma non sottovalutate la nascita, non sottovalutate il primo incontro col vostro bambino, i primi momenti in cui lo stringerete per ritrovarlo. Da qui inizia il vostro cammino insieme. Nella nascita ci sono le basi della vostra relazione.

martymammy

PREGNANCY CORNER Rubrica mensile a cura di Marta Amadori @martymammy Felicemente sposata con il mio compagno di tutta una vita, mamma di due bambini nati in casa e di una cagnolina tutta rosa. Ostetrica dal 2005, laureata presso l'università degli studi di Bologna. Lavoro presso l'ospedale di Stato della Repubblica di San Marino. Creativa per definizione amo tutto ciò che stimola la mia fantasia, ma ho una particolare predilezione per il cucito, il crochet e la pasta di zucchero!

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