LA LUCE DI PARIGI

 

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Bonjour! Se questo è un sogno non mi svegliate! Come vi avevo già anticipato nel mio ultimo post, ci siamo trasferiti a Parigi, la città dell’amore, la Ville Lumière, la città più romantica e bella del mondo, la città che ho sempre sognato, attraverso i libri, i film, i dolci e le baguette. Ora ci siamo e ve la voglio raccontare, voglio viverla insieme a voi. Se l’avvio non è stato dei più semplici, abbiamo preso la terribile influenza che qui si chiama “grippe” (a giro l’abbiamo fatta tutti e tre), che ci ha costretto a stare a casa sotto antibiotico per ben due settimane, una volta rimessi in sesto siamo partiti alla scoperta della città. Il clima nel mese di febbraio non è dei migliori, fa freddo, piove spesso ed è molto umido, ma appena esce un raggio di sole scalda le ossa ed il cuore regalando a questa città magica sfumature indescrivibili.

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Il cielo attraversato da qualche nube si tinge di azzurro e Parigi si accende di mille colori, dall’oro delle giostre al rosso delle tende, dal bronzo dei palazzi al blu dei portoncini. I bistrot sono come li descrivono libri, pellicole e riviste, con tovaglie a quadretti bianchi e rossi, lavagnette che riportano il menù del giorno, lucine colorate, che qui non mancano mai, ed atmosfera intima. Si mangia bene? Si se non ordinate la pasta (io l’ho fatto ) e neppure la pizza (ho fatto anche questo), ottima la carne, i formaggi ed imbattibili i dolci, a partire dalle innumerevoli tarte (au citron, au chocolat, aux pommes…) alle crêpes anche se ho notato con dispiacere che quelle alla nutella hanno sostituito quasi completamente le originarie crêpes au chocolat che io adoravo! 

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Tra “gli imperdibili” di Parigi naturalmente anche le baguettes, ne divoro mezza ogni giorno, sono ottime con caprino, erbe di provenza e miele o dolci con le innumerevoli marmellate deliziose che qui si trovano ovunque! I supermercati sono posti magici che offrono di tutto, dal cibo agli articoli per arredare la casa (mi sono comprata un nuovo servizio di piatti con una spesa minima).

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Ma Parigi non è solo cibo! E’ meraviglia e stupore, è solennità e romanticismo. Ci sono angoli e strade che fanno letteralmente sognare. Per me, che amo scrivere, è un’enorme fonte di ispirazione, il vaso di pandora, la cornucopia dei desideri, il pozzo magico.

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Tra le cose più difficili, per me che conoscevo pochissimo il francese, farsi capire. Non tutti sono pronti a darti una mano… Per fortuna ho iniziato un corso con un’insegnante paziente, sorridente e simpatica che mi sta aiutando davvero tanto.

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La zona in cui viviamo, nel sedicesimo arrondisment, è tranquilla, lontana dal chiasso e dal clamore, ma non per questo priva della magia di questa città. E’ ricca di negozi di prossimità, tra i più numerosi, le boulangerie (c’è davvero l’imbarazzo della scelta … continuo a fare il giro per decidere qual è la baguette migliore, ma non riesco a decidermi… son tutte così buoneee) ed i fioristi, c’è un negozio ogni tre passi, come ho scritto in un mio racconto “… rose candide, anemoni colorati, fresie, ortensie immacolate e tulipani, un prato di colori pastello che incanta i passanti sotto il cielo grigio di Parigi…” . E la cosa sconcertante è che questi bouquet meravigliosi che qui chiamano “botte” hanno dei prezzi abbordabilissimi, molto più che in Italia 😀 Impossibile rinunciare ad un bouquet di tulipes per rendere la casa più calda, colorata ed accogliente.

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Spostarsi in città è comodissimo grazie alla metropolitana che collega tutti gli arrondisments. Nonostante non ci siano di ascensori, il che è un po’ scomodo per chi si sposta con il passeggino costretto a fare le scale (che non sono poche), la metropolitana parigina con le sue 300 e più stazioni è davvero comodissima. Io l’ho presa insieme al mio bimbo di tre anni per andare in centro ed in venti minuti siamo arrivati cambiando due linee. Il biglietto costa un euro ed ottanta, ma se prendete il carnet da dieci risparmierete un po’. I bambini fino a quattro anni non pagano, da 4 a 10 anni pagano la metà. La cosa bella di questo periodo è che la città si svuota (le scuole fanno due settimane di festa per incentivare le vacanze in montagna) così potrete girare su metropolitane poco affollate e parchi, città e monumenti più accessibili!

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Un po’ più cari che da noi i giri sulle giostre storiche, ma sono così belle! Impossibile negare un giro ai nostri bimbi, anzi se possibile saliamo anche noi con loro, sarà come vivere in una favola… Un giro sulla giostra all’ombra della Tour Eiffel costa 3 euro, un giro su quella davanti all’Hôtel de Ville 2 euro e 50. Noi le abbiamo sperimentate entrambe 😀

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Cos’è che ci piace di più in questa città?

 

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Per riassumere quello che provo prendo in prestito le parole del mio bimbo che quando ha visto per la prima volta la Tour Eiffel l’ha ribattezzata “la luce di Parigi” ed ora la chiama sempre così. La luce di Parigi è l’amore che si respira nell’aria, sono particelle di leggerezza, respiro e magia, è un nuovo inizio, nuove possibilità. E’ sogni ad occhi aperti. E’ una luce magica che ti entra dentro e ti trasforma in una delle innumerevoli stelle che fanno brillare questa città, la Ville Lumière.

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bientôt … per continuare a sognare… insieme!

Micaela

www.impastastorie.com

 

impastastorie

Giornalista ed impasta…storie. Mamma di un meraviglioso bimbo di tre anni. Vivo a Parigi la città dell'amore fonte ineguagliabile di ispirazione da inizio febbraio. Amo leggere, scrivere, cucinare e la Provenza, il mio comfort place, dove scappo ogni estate. Dopo aver lavorato come giornalista e conduttrice radiofonica per oltre dieci anni ora mi dedico alle mie grandi passioni. Scrivere per me è vitale come respirare. Cucinare mi rilassa, così come ascoltare la musica. Così ho deciso di coniugare le tre cose e scrivere favole e racconti ispirandomi ai piatti che preparo, perché, come ripeto sempre, “una vita senza buon cibo è come una pagina vuota”. Le mie ricette sono fantasiose, gustose e colorate. Il mio piccolo è il mio critico ufficiale. Naturalmente i dolci me li passa sempre tutti!

14 pensieri riguardo “LA LUCE DI PARIGI

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