THE DANISH GIRL

Copenhagen. Anni ’20. La coppia d’artisti Einar e Greta, vivono respirando arte. Uniti nella vita e nel lavoro, creano ritratti e paesaggi sempre alla ricerca della giusta ispirazione, del raggio di sole perfetto e dello scorcio da togliere il fiato. Lui famoso per i suoi paesaggi. Lei per i suoi ritratti. Fu cosi che un giorno, Greta chiede al mariti di indossare abiti femminili per terminare la sua creazione, trovandosi momentaneamente senza modella per posare.
Inizia cosi questo bellissimo libro edito da Giunti e nelle sale cinematografiche proprio in questi giorni. Nominato a 4 premi Oscar, ha una fotografia stupenda e un protagonista camaleontico come pochi. Perfetto per questa parte.

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Ma torniamo al libro: la lettura e veloce e mai pesante. La storia coinvolge fin dalle prime pagine mantenendo una forte parte introspettiva. Nel leggerlo, é come trovatsi davanti una scrittura emotiva; traspare e risulta quasi tangibile la fragilità dei protagonisti e il tormento interiore di Einar, costretto a convivere con Lili, la sua parte femminile di cui peró non ha alcun ricordo una volta uscito dalla “trance” nella quale entra una volta arrivata il suo alter ego.
La moglie é di una forza inaudita e irradiata di un’amore puro e totale verso suo marito. Adora lui e Lili e il loro rapporto, unito, quasi simbiotico, non fa che accrescere questo sentimento che nonostante tutto, non accenna a spegnersi.

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Tratto da una storia vera, racconta il primo caso di cambio di sesso e quindi, il primo caso di persona transessuale salito alla ribalta della cronaca.
Nel leggerlo, mi sono soffermata spesso su cosa volesse dire per il protagonista sentirsi imbrigliato in un corpo non suo; sul disagio che poteva provare ogni giorno non sentendosi se stesso.

Ancora ora, nonostante siano passati tanti anni e ci professiamo tutti piú aperti, viviamo ancora ghettizzando chi é diverso da noi….come se noi, eterosessuali, fossimo tutti uguali. Mai cosa fu piú falsa. Ma tanti si nascondo dietro questa cosa per fomentare l’odio verso chi non é stato cosi fortunato da vivere nel corpo che il cervello rappresenta.
Ho apprezzato tantissimo il fatto che Einar nonn fosse mai stato solo, spalleggiato e aiutato da tutti a trovare e intraprendere la giusta strada. Tutti dovrebbero attorniarsi di persone cosi, o quanto meno, essere fortunato ad avere almeno una persona che veda aldilà del corpo, o del nome scritto sulla carta d’identità. Il protagonista ha vissuto tutto l’iter in maniera serena, e nessuno gli ha mai voltato le spalle. Nemmeno sua moglie.

Il lettore é partecipe della storia quasi fosse li, cosa che aggiunge al libro un’ulteriore valore aggiunto.
Un romanzo pieno di bellissimi sentimenti. Una lettura per aprire la mente o per rafforzare l’idea che SIAMO TUTTI UGUALI. MA PROPRIO TUTTI.

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