PARTORIRE ALL’ESTERO

Ho trascorso la mia prima gravidanza in Svizzera, un Paese in cui il sistema sanitario è davvero eccellente. Il sistema è privato o semi-privato ed è obbligatorio avere un assicurazione medica che ha dei costi mensili davvero elevati. Ne vale la pena? Assolutamente sì, credo che la salute sia il nostro bene più prezioso e in Svizzera le cure mediche sono il top. Per rendere l’idea vi dico che la prima volta che sono andata dal ginecologo credevo di essermi sbagliata e di essere finita in una SPA. La gravidanza di Catherine, è arrivata dopo un aborto spontaneo e per questo sono stata seguitissima con visite ed ecografie (3d of course) bisettimanali; forse non erano necessarie ma mi hanno aiutato tantissimo a vivere quei nove mesi in maniera più serena.

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La prima foto della Toddler

Il travaglio è stato difficilissimo: 39 estenuanti ore di contrazioni in cui è stato fatto di tutto per far nascere Catherine naturalmente, dopodiché ho dovuto subire un cesareo. Bene, questa esperienza poteva rivelarsi terribile ma, il livello di cure pre e post-parto è stato talmente elevato da far  che le mie sette notti in ospedale (la norma svizzera dopo un cesareo) siano state quasi rilassanti. Durante il travaglio ho potuto richiedere l’epidurale quando non ce la facevo più, fare agopuntura, entrare in vasca, ascoltare musica e scegliere tra diversi oli essenziali per profumare l’ambiente. Anche se ero praticamente agonizzante non posso che essere grata per tutte le attenzioni ricevute.

Dopo il cesareo io e Charles siamo stati trasferiti nelle nostra stanza con vista lago e con tutti i comfort, il cibo era paragonabile a quello di un ristorante e la carta dei vini era immensa 😉

Tutto il personale era attentissimo e sempre disponibile; Catherine la notte piangeva tantissimo ed io ero esausta e, spesso, le ostetriche la tenevano con loro per qualche ora per lasciarmi riposare: dei veri angeli! Voi non ci crederete ma io non volevo più tornare a casa haha!

Insomma per quanto vivere in Svizzera non mi sia mai piaciuto il sistema sanitario è la cosa a cui, in assoluto, ho fatto più fatica a rinunciare.

Quando abbiamo deciso di iniziare a “cercare” il secondo baby eravamo in Olanda e già sapevo che non sarebbe stata la stessa cosa; infatti non sono rimasta delusa. Nei Paesi Bassi sono estremamente rilassati a riguardo della gravidanza, fin troppo a parer mio. Non è inoltre possibile essere seguiti da un ginecologo (a meno che non ci siano ragioni mediche) e le ostetriche si occupano della mamma durante tutti i nove mesi. Le ecografie sono pochissime ma, fortunatamente, è possibile pagare per averne di extra, non fanno controlli per il diabete né per la toxoplasmosi a meno che non vi siano fattori di rischio: ho dovuto insistere come una matta per fare le analisi per la toxo. Durante un ecografia mi videro parecchio preoccupata e mi dissero esplicitamente di non paragonare il sistema svizzero con quello olandese poiché il loro approccio è totalmente differente: per loro la gravidanza non è una malattia e non cercano di prevenire ma curano se necessario.  Io questa teoria non la condivido per niente ma là è così e mi sono dovuta adeguare. Purtroppo questa gravidanza, è stata accompagnata da perdite ematiche continue e, quindi, l’ansia un pochino c’è. Ciononostante non ho potuto vedere un ginecologo fino al terzo episodio di perdite che è durato per un mese! La mia esperienza Olandese è stata quindi abbastanza negativa anche se le ostetriche erano carinissime.

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Verso il quinto mese mio marito i comunica la possibilità di un trasferimento a Londra e, nonostante la mia gioia immensa, ho iniziato a temere perché so che il sistema sanitario inglese è terribile (l’ho provato con mano) e tutte le mie amiche inglesi se ne lamentano sempre. Insomma sono arrivata qui con zero aspettative e considerando anche l’opzione di partorire privatamente se avessi avuto una brutta sensazione. Bene, devo dire che, finora, sono rimasta piacevolmente stupita: abbiamo anche la fortuna di abitare vicino a uno dei migliori ospedali per quanto riguarda la maternità e questo credo abbia fatto la differenza. Ad ogni modo, sono qui da un mese ed ho già potuto fare due ecografie, ho avuto un colloquio privato con un’ostetrica specializzata in VBAC (vaginal birth after c-section) che mi ha dato ottime speranze sulle probabilità di successo di un parto naturale. Insomma devo dire che sono molto soddisfatta delle cure ricevute finora e spero continui così!

Partorire all’estero può rivelarsi parecchio difficile per questo mi farebbe molto piacere sentire le vostre esperienze di parti Expat, se vi va ovviamente!

saracatherine

Expat da più di sei anni, vivo vicino a Zurigo ma ho lasciato il cuore a Londra. Vorrei vivere ogni anno in un Paese diverso ma è arrivata l’ora di mettere radici, speriamo non in Svizzera, perché mi manca tantissimo vivere in una grande città. Diventare mamma della mia dolcissima Catherine, conosciuta anche come “la Toddler”, mi ha sconvolto la vita dandole finalmente un senso e facendomi sentire importante. Sono una mamma a tempo stra-pieno perché mio marito viaggia tantissimo, anche se il tempo libero scarseggia, riesco a ritagliarmi degli spazi per dedicarmi alle mie passioni: il mio blog, l’arredamento e il mio amato Instagram. Sono un disastro in cucina e riesco a bruciare anche i cibi già pronti! Blog personale : www.saraandcatherinestales.com

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