CELEBRARE L’AMORE, UN’ANTICA RICORRENZA

La storia che sto per raccontarvi ha un profondo legame con la festa di San Valentino e con tutti quelli che spontaneamente mettono da parte l’apparenza commerciale e sentono che l’amore va celebrato in tutte le sue sfumature.
photo credit: Pinterest
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Curiosi?

Vi porto con me al “margine dell’Europa”, lì sono cresciuta, in campagna, da una nonna che anche se appena sapeva scrivere, aveva una saggezza che profumava di leggenda e di tradizioni. Le storie che mi raccontava non le aveva lette nei libri, erano esperienze vissute da generazioni, leggende della vita di campagna mescolate a una pura credenza. 

L’amore si è sempre celebrato, nella tradizione rumena si chiama la festa di Dragobete e si festeggia il 24 febbraio. A Dragobete non si festeggiano solo gli innamorati, si festeggia l’amore e la rinascita della natura. 

Una tradizione che ha origini dall’alba de tempi, quando Traian, imperatore romano, conquistò i Dacii, il vecchio popolo rumeno. Dragobete, antico dio, protettore dell’amore, del risveglio, della natura e della fertilità, fidanzava tutti gli animali della terra e dava l’inizio alla primavera. La leggenda dice che il 24 febbraio è il giorno in cui gli uccellini si fidanzano e cominciano a creare il loro nido.

Dragobete associava il puro amore dei giovani alle creature del cielo dando così vita a una festività per celebrare la magia dell’amore. ❤️

Nella credenza popolare questo giorno veniva festeggiato con grande cura, e per non fare svanire la magia era vietato sacrificare gli animali, a tutti doveva essere data l’opportunità di vivere l’amore. Era vietato lavorare i campi, o fare altri lavori importanti. Era invece consigliato pulire la casa e con essa fare ordine nella mente. 

Ambiente e anima venivano preparate ad iniziare un nuovo ciclo di vita, e come la natura, fare spazio al rinnovamento dell’energia.

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I più giovani, con vestiti da festa, andavano per i campi alla ricerca dei primi fiori, i raccolti venivano messi in tutte le stanze della casa come simbolo che la primavera stava arrivando. 

Le fanciulle raccoglievano la pura neve rimasta, si chiamava la “neve delle fate”, la scioglievano e la usavano per rinfrescarsi il viso, così si dice che rubavano un po’ della bellezza delle fate.

Tutti si riunivano nel villaggio dopo pranzo, le ragazze fuggivano per prime e i ragazzi le dovevano prendere e cercare di baciarle, se alle ragazze piaceva il ragazzo si lasciavano prendere e sigillavano così il loro amore! Á volte finivano per sposarsi, usando questa tradizione per fare pubblico alla comunità il loro amore.

 

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Portava sfortuna tutto l’anno non fermarsi dalla quotidianità per celebrare questi rituali, come anche essere triste o piangere in questo giorno. 

Era semplicemente una giornata di allegria e di condivisione, dove i tre regni, animale, vegetale e umano si allineavano con la natura e il suo risveglio. 

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Dopo anni e generazioni, che abbiamo ancora bisogno di una giornata come questa per spolverare e risvegliare l’antica forza dell’amore!

Vi è piaciuto il mio racconto? Avreste voglia di festeggiare l’amore diversamente insieme a me? 

 

Oana

Sono nata in Romania, transitata in Italia e aspirante inglesina. Vivo in Uk e amo i dolci, le avventure e i miei due bambini. Scrivo per trasmettervi la mia voglia di metermi sempre in gioco e la mia follia, scrivo per raccontarvi tutto sulla nuova vita.

2 pensieri riguardo “CELEBRARE L’AMORE, UN’ANTICA RICORRENZA

  • 24 febbraio 2017 in 9:51
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    Ciao, mi è piaciuto tantissimo il tuo racconto! Io sono innamorata di tutto quello che riguarda le tradizioni popolari.
    Grazie per avermi insegnato qualcosa di nuovo anche oggi!
    Buoni festeggiamenti allora!

    Risposta
    • 17 marzo 2017 in 10:57
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      Ciao Priscilla, penso che abbiamo ancora tanto da imparare dalle tradizioni popolari, le abbiamo nel sangue e dobbiamo imparare ad accettare e celebrare per essere un passo piu’ vicini dalla natura.
      Buna giornata!

      Risposta

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