PICCOLA GUERRIERA

Sono mamma da quasi 5 anni. Ma da 2, le cose sono in pochino cambiate. Matilda da bambina iperattiva e casinista qual è, si è trasformata anche in “piccola guerriera”.
Sono una mamma molto molto molto e ancora molto fortunata perché mia figlia conduce una vita più o meno normale, non sta male quando deve fare terapia anzi, il beneficio è quasi immediato, e le lacrime più grandi che le ho visto cadere sono state solo per le rarissime volte in cui è dovuta stare attaccata ad una macchina, per poche ore.
Lei ha sempre vissuto l’ospedale come una vacanza, tra tate dei giochi e amici di conoscere, gli unici che siamo sicuri di poterle fare star vicino, dato che anche un bambino raffreddato per lei è da evitare.
Anche fare Natale in ospedale per lei è stato magico e io sono grata ogni giorno per tutta la forza che questo corpicino di 5 anni ha dentro.

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Sono tante le mattine in cui mi sveglio e mi chiedo perché anche i bambini siano destinati a soffrire così; nessuno merita di star male, ma volete mettere un bambino di pochi mesi in ospedale? Oppure un bambino con la malattia di mia figlia, che magari sta male mesi prima che qualcuno se ne accorga? Non mi chiedo mai “perché a me”, perché nessun genitore dovrebbe veder soffrire i propri figli, a nessuna età.
L’anno scorso ho avuto bisogno di un supporto psicologico. Mi sono accorta che dopo mesi e mesi in cui per me non era cambiato nulla, che in realtà l’intera nostra vita era stata stravolta e il mio cervello si rifiutava di ammetterlo. Quando ho visto che non ricordavo quando le avevo dato la terapia, oppure ancora quando, precisa e attenta con i soldi, avevo dato un resto sbagliato, ho capito che stavo per crollare e non sapevo come gestire la situazione.
Dal Giugno 2015 ad adesso, sono passati 7 ricoveri, 4 raffreddori (che ho vissuto come se in realtà fossimo in piena catastrofe mondiale) 2 stati febbricitanti e qualche colpo di tosse.
E lei è sempre stata perfetta; la miglior compagna di viaggio che si possa desiderare. Dico viaggio perché è proprio quello che stiamo facendo. Tutta la nostra famiglia, macina km su km insieme a Matilda, fino al momento in cui la sua malattia si addormenterà, per anni o per tutta la vita. Ma quello non importa, quando sarà il momento sapremo come gestirlo. Non pretendiamo miracoli.

Martedì, ho ricevuto la notizia che da una parte aspettavo, ma che dall’altra mi ha distrutta. L’ipotesi di un nuovo farmaco diventa sempre più concreta come la probabilità di un’esame semi invasivo per avere una mappatura completa della sua malattia.

MOMENTO POCO SERIO IN ARRIVO: Ho chiesto se allungando una banconota da 500€ al primario, fosse possibile annullare la possibilità di questo esame… le risposte sono state un sacco di risate… ma io non mollo, ci riproverò!

In 5 secondi mi sono sentita il fuoco dentro, disorientata e spaventata. Una cosa orribile da provare tutte insieme. Ovviamente Matilda non sa ancora nulla se non che con il farmaco nuovo riuscirebbe FINALMENTE ad andare a scuola. A lei basta questo, poi non sente più nulla. Per lei, come è giusto che sia, esistono solo gli altri bambini e i giochi. Io invece continuo a sentire “biopsia renale, biopsia renale” ininterrottamente da ieri.
Per fortuna avevo mia mamma con me altrimenti sarei ancora in ospedale a piangere.
Il pomeriggio di shopping avvenuto dopo, mi ha sicuramente aiutato a provare cose bellissime, ridere insieme e fare una bella passeggiata… insomma, vivere qualche ora di frivolezza e gioia.

Ma la gioia più grande della mia vita è Lei.

È guardarla e vedere la meraviglia che io e il mio compagno, abbiamo messo al mondo.
Penso alla sua innocenza e al modo in cui affronta 2 anni di medicine ed esami, sorridendo dopo un prelievo. Anche lei ultimamente ha dei momenti in cui si arrabbia se rivede delle sue foto dove era gonfia, o quando sente che ne parliamo, chiede di smettere. Ma quando si trova davanti ai suoi Dottori si scioglie.

Sono immensamente grata alla vita per avermi fatto il Dono d’avere una bambina che mi chiama “mamma” .  La Mia Bambina. Matilda.

Tutto si affronta. Tutto serve. E quando ho dei momenti in cui proprio non so cosa fare, le prendo la mano per riprendere il suo passo… e sentirmi felice.

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2 pensieri riguardo “PICCOLA GUERRIERA

  • 9 marzo 2017 in 19:53
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    Che grande forza hai dentro carissima….. cmq è vero il miglior modo per vivere al meglio queste battaglie è semplicemente avere il coraggio d affrontarle col sorriso passo a passo e mano nella mano… in bocca al lupo per tutto….

    Risposta
    • 10 marzo 2017 in 6:49
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      Buongiorno!
      Il sorriso è davvero l’arma vincente. Ma anche sapere chiedere aiuto è fondamentale.
      Matilda ha positività e forza in quantità; è lei la mia carica!!!
      Un abbraccio

      Risposta

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