L’ARTE DI RACCONTARSI

Ho ragionato a lungo su come avrei potuto iniziare questo mio primo post per The WOMOMS. Ma non sono mai stata brava a raccontarmi. Se ci pensi non è così semplice. Come quando ti chiedono di presentarti in un minuto o di scrivere una tua biografia in 3 righe: mission impossible!

Anni fa cercavo di raccontarmi attraverso i diari. Non solo attraverso la scrittura ma anche fotografie, collage, insomma quello che oggi viene chiamato ScrapBooking. Alzi la mano chi non ha mai riempito interi quaderni o diari con cartoline, biglietti del treno o oggetti vari (se le nostre vecchie Smemo potessero parlare…).

L'ARTE DI RACCONTARSI

Oggi ci si racconta attraverso i Social. Tramite post di Facebook, immagini su Instagram o video di YouTube. Amo far parte di questo mondo virtuale e non potrei più farne a meno. Ma non hai anche tu l’impressione che quei 140 caratteri di Twitter siano troppo pochi per raccontarsi? Sarà che ho sempre avuto bisogno di spazio. Ho sempre sentito la necessità di non avere limitazioni.

Ecco uno dei punti cruciali dell’arte di raccontarsi, secondo me, è proprio la libertà. Sentirsi a proprio agio, senza delimitazioni in termini di “lunghezza del testo”. Solo così riesco a trovare la giusta tranquillità per esprimere i miei pensieri.

Libertà, però, significa anche rispetto. Avere tanto spazio (sul web o non) per comunicare le proprie idee, non significa poter calpestare le opinioni altrui. Possiamo discutere, aprire dibattiti, ragionare insieme senza accusarci a vicenda o sparando sentenze inutili. Attraverso il web tutti hanno l’opportunità di raccontarsi ma (e questa è la seconda regola aurea) sempre con educazione.

L'ARTE DI RACCONTARSI

Ciascuno di noi ha il proprio temperamento, i propri pregi e difetti. Ciascuno può raccontarsi in maniera diversa. Non c’è un modo giusto o sbagliato. Non ci sono vincitori o perdenti. Non è una gara. E non sarà il numero di follower il metro con il quale misurarsi.

Raccontarsi è un’arte e, come tale, è necessaria la passione per poterlo fare bene. C’è chi lo sa fare bene attraverso le immagini. C’è chi lo fa usando ironia e strappando un sorriso a chi legge. C’è chi lo fa creando opere e capolavori. Chi costruisce ponti o case. Chi coltivando tulipani.

Ecco un altro punto necessario per imparare a raccontarsi: coltivarsi. Scoprire, giorno dopo giorno, le proprie passioni. Cercarne di nuove, senza smettere mai di imparare. Io sono dell’idea che dalle nuove esperienze si possano trovare nuovi stimoli per far emergere le proprie qualità, i propri talenti.

“Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili” Italo Calvino

Ognuno di noi ha qualcosa da raccontare. Al di là delle esperienze belle o brutte, attraverso la narrazione di sé costruiamo un piccolo mondo, che può essere utile per noi o per chi ci legge.

In un’epoca nella quale la corsa al like o al numero di follower sembra essere l’unico metro per misurare le proprie potenzialità, io voglio credere che valga davvero il vecchio criterio della semplice e sana “coltivazione del proprio orticello“, senza sentire necessariamente l’esigenza di gareggiare a tutti i costi.

Penso che ciascuno di noi debba trovare una propria dimensione per raccontarsi.

Io sto ancora cercando (e coltivando) la mia. E tu? Raccontami la tua esperienza!

Alessandra – L’angolino di Ale

angolinodiale

Sono Alessandra Voto. Mamma di Michael, ricercatrice di sogni e ambasciatrice di emozioni. Amo i libri, i viaggi e il Giappone. Lavoro sul web da oltre dieci anni ma non smetto mai di imparare. Sono curiosa, testarda e nel mio angolino non mancano mai i tulipani. Se mi cercate, potete trovarmi sui Social, immersa nella lettura di un libro (Michael permettendo) o nel mio blog magazine (langolinodiale.com).

2 pensieri riguardo “L’ARTE DI RACCONTARSI

  • 2 giugno 2017 in 13:45
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    La terza regola aurea cara amica e che questo post, carico di serenità, divenisse una lettura obbligatoria per tutti coloro che abbiano desiderio di intraprendere il nostro stesso percorso.

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    • 5 giugno 2017 in 9:11
      Permalink

      È vero, raccontarsi implica sempre una certa dose di serenità. Senza quest’ultima è impossibile riuscire ad aprirsi completamente al lettore. Grazie mille Marsia!

      Risposta

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