Yoga: una pratica connessa alla mente umana

Dopo il parto ero alla ricerca disperata di un “qualcosa” che mi aiutasse a gettar via lo stress quotidiano e, allo stesso tempo, rilassare i muscoli e la mente. Ho sempre sentito parlare della disciplina e dell’approccio cognitivo-fisico che sta dietro allo yoga ma non mi sono mai immersa totalmente nelle sue dinamiche, forse perché, da scettica, non ne avevo mai capito l’efficacia.


Devo ammettere che in passato avevo già frequentato alcune lezioni ma non riuscendo a rilassarmi avevo abbandonato pensando di non essere adatta a quel tipo di esercizi.
Questa volta però il mio approccio è stato totalmente diverso e ho deciso di dare un’altra chance a questo rapporto tumultuoso tra me e lo sport in generale.

Le prime lezioni sono state pesantissime tanto che alla fine avevo dei giramenti di testa e mi sentivo particolarmente debole. La tentazione di mollare è stata forte ma, da mamma expat con un bimbo piccolissimo e poche ore a disposizione per me, non avevo altra scelta se non quella di continuare. Ho iniziato quindi a documentarmi e ho scoperto che quelle sensazioni erano dovute al tipo di disciplina che avevo scelto, lo yoga vinyasa, caratterizzato da movimenti fluttuanti con un tipo di respirazione particolare tra una posa e un’altra.

Quindi una cosa l’avevo capita: il fatto di sentirmi inadatta non dipendeva da me. Ma allora perché ancora non riuscivo a rilassarmi durante le sessioni? Ho trovato la risposta alle mie domande un po’ di tempo fa, leggendo un articolo molto interessante che spiega cosa succede all’interno del nostro cervello quando facciamo yoga.

Lo sapevate che ogni volta che il nostro corpo si piega per mettere in pratica una posizione, la chimica cerebrale e le connessioni nervose ricevono degli input differenti?


Praticamente il nostro cervello è formato da due parti: una regola lo stress e controlla le emozioni e l’altra è la parte razionale o cognitiva. Parliamo quindi di “cervello emotivo” e “cervello logico”.

Appena il nostro corpo si trova in una situazione di stress, la parte emotiva del cervello attiva il sistema nervoso simpatico (che interviene nelle situazioni di emergenza) e trasforma lo stress in adrenalina e cortisolo che entrano immediatamente nel nostro sistema circolatorio. Simultaneamente, la parte “logica” del cervello cerca di bloccare questa risposta automatica trattenendo il cervello emotivo e mettendo in azione il sistema parasimpatico che agisce nei momenti di relax e limita quindi la messa in circolo di questi due ormoni.


La cosa interessante è che in tutto il corpo umano ci sono degli interruttori che possono essere manipolati fisicamente per accendere o spegnere questi segnali azionati dallo stress. Lo yoga ci insegna a farlo.

Ogni volta che manteniamo una posizione e ci concentriamo su diessa, la parte “logica” del cervello si attiva. Piegandoci in avanti si genera una sensazione di rilassamento attivata dagli “interruttori” presenti nel collo e concentrandoci sul mantenimento di questa posizione permetteremo al “cervello logico” di restare attivo. Al contrario, quando pieghiamo il corpo all’indietro o contraiamo i muscoli, si attivano gli interruttori dello stress. In questo caso, durante il mantenimento della posizione, il nostro cervello si trova a dover affrontare una situazione di difficoltà maggiore, in quanto deve cercare di mantenere la parte logica attiva, per permettere il rilassamento, ma per fare ciò deve combattere lo stress provocato dalla contrazione muscolare e dalla posizione.


In questo modo il cervello viene propriamente allenato, così come accade per i muscoli. Ecco quindi che, mettendo il “cervello emotivo” a riposo e utilizzando quello “logico”, alla fine della lezione di yoga ci sentiremo rilassati.

Allenando la parte logica creiamo nuovi meccanismi mentali che ci permettono di controllare meglio le emozioni e allontanare i pensieri negativi. Ecco perché viene consigliato di praticare questa disciplina alle persone che soffrono di ansia o depressione. L’importante è seguire una sequenza ben strutturata, dove le posizioni vengono mantenute a lungo.


Piano piano il nostro corpo troverà il giusto bilanciamento tra stress e relax e riusciremo a godere totalmente dei benefici di questa disciplina.

Armiamoci quindi di tanta pazienza e determinazione che prima o poi i risultati arriveranno e saranno sicuramente soddisfacenti!

elisabettanasta

Elisabetta, 28 anni, donna, compagna, amica ma soprattutto mamma di Oliver. Questa sono io! Ho sempre amato nascondermi per non trovarmi mai al centro dell’attenzione, ecco perché preferisco celarmi dietro una penna o meglio, al giorno d’oggi, un’iPad. Italiana di nascita ma inglese d’adozione. Cerco di rendere tutto quello che voglio raggiungibile in modo da non avere mai rimpianti! Sono ostinata e caparbia… alle volte anche troppo! Amo essere impegnata e sempre di corsa ed è per questo che ho scelto di vivere in una città come Londra, dove nulla mai si ferma!

2 pensieri riguardo “Yoga: una pratica connessa alla mente umana

  • 29 settembre 2017 in 17:47
    Permalink

    Anch’io pratico e
    Adoro lo yoga, ormai non riesco a farne a meno… anche da sola a casa, con la lezione su YouTube. Per noi mamme penso che è perfetto… ci mette in equilibrio, perché quello che ho notato da quando sono mamma è che vivo tutto più intensamente, gioia e dolore, e a volte è la propria energia che mi stravolge. Bellissimo articolo

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    • 29 settembre 2017 in 18:06
      Permalink

      Grazie mille! Hai pienamente ragione e anche io mi sono trovata a vivere le emozioni in maniera completamente diversa rispetto a prima della gravidanza e lo yoga mi aiuta molto a “controllarle”!

      Risposta

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