La mia esperienza e il mio punto di vista sul parto.

Il parto è sempre stato argomento di grande dibattito tra mamme. Ognuna di noi, giustamente, crede che il suo sia il Parto per eccellenza!
Già dai primi mesi di gravidanza la povera puerpera si ritrova circondata da mamme saccenti che cercano di documentarla in merito.

Su questo argomento infatti esistono tante scuole di pensiero diverse e ognuna di loro cerca di convincere la futura mamma che quella è la strada giusta anche per lei. La poveretta poi è già agitata di suo e sentire tutte queste campane non fa altro che confonderla.
In questi ultimi anni la maggioranza delle neo mamme frequenta dei corsi di preparazione al parto ma anche lì l’orientamento dipende molto dal punto di vista del personale medico che effettua il corso. Ho sentito di corsi in cui si sconsiglia assolutamente l’analgesia e altri invece favorevoli.

Io non ne ho mai frequentato uno, o meglio al primo figlio avevo deciso di farlo e andai alla prima lezione in cui ci iniziarono a spiegare le tecniche di respirazione con una musica molto soft… Peccato che dopo qualche giorno abbia assistito al travaglio di mia sorella, anche lei al primo figlio e non sia stata un esperienza altrettanto soft.
Non è stata un ottima idea perché sono arrivata al parto con una paura tremenda e forse anche per questo e per la mia giovane età ho vissuto quello che doveva essere il momento più bello della mia vita come un incubo, complici anche infermiera e ostetrica che non hanno avuto un minimo di tatto e comprensione nei miei confronti troppo prese a finire la loro settimana enigmistica al ritmo di “Non sei né la prima né l’ultima” e “Risparmiati il fiato per dopo che sarà anche peggio”.
Per la seconda gravidanza avrei tanto voluto fare l’epideurale. Reduce da un primo parto alquanto doloroso a distanza di appena diciassette mesi non mi sentivo pronta per affrontare un secondo parto così e quindi iniziai a documentarmi sull’analgesia che in quegli anni ancora si pagava.

E li tutte a dire “Ma quando mai? Il secondo parto è mooolto più veloce! Rischi di spendere tutti quei soldi per niente… E poi se non partorisci con dolore il legame con il bambino non sarà lo stesso”

Si, perché una delle tante scuole di pensiero in materia di parto è quella che il dolore è d’obbligo per un vero parto. Purtroppo in quel caso diedi retta ai consigli e, sì, il travaglio e il parto furono brevi, ma il dolore fu molto intenso.
Ma non mi sono scoraggiata! E a distanza di appena venti mesi mi ritrovo nella stessa situazione! Questa volta però non ho dubbi, farò l’epideurale.
Con il termine scaduto da cinque giorni decido, per paura di non fare in tempo ad avvisare l’anestesista, di piazzarmi in reparto e farmi fare l’induzione (con annessi commenti per non aver fatto fare alla natura il suo corso) e finalmente ho potuto essere partecipe alla nascita di mio figlio. Non c’era più il dolore che mi accecava è tutto era più lucido, tutto più bello.


Per il quarto figlio ho fatto la stessa scelta ma mi sono imbattuta nell’ostetrica scettica che non voleva chiamare l’anestesista perché “Si partorisce con dolore dacché mondo è mondo” e “Il quarto figlio sarà velocissimo”.
Il mio travaglio più lungo ovviamente! Per fortuna ci aveva pensato il mio ginecologo ad avvertire l’anestesista, visto che era ancora a pagamento, e una volta iniettato il farmaco è andato tutto benissimo.
Per Giordano è stato tutto più che perfetto grazie a un’ostetrica fantastica, di quelle che fanno il loro mestiere con amore che mi ha aiutato tantissimo( sempre in analgesia ovviamente!), dandomi consigli, coccolandomi e incoraggiandomi, un vero angelo.

Aiutare una mamma a dare alla luce un figlio è un lavoro delicato e importantissimo e dev’essere una scelta di vita, non un modo come un altro per arrivare a fine mese.
Sicuramente non passerò agli annali come mamma più coraggiosa dell’ultimo ventennio ma non mi sento di sicuro da meno da chi ha affrontato ogni parto con dolore, come non mi sento neanche niente di più di chi, magari anche per scelta, ha affrontato un cesareo per partorire.
Sì, perché altro pensiero è quello che il cesareo non sia un parto degno di nota.
Ma io dico, una mamma che per partorire è costretta, per vari motivi, a sottoporsi a un intervento chirurgico, con annessa anestesia e con degenza lunga e dolorosa può sentirsi additata per non aver potuto, o voluto, partorire naturalmente?


Noi mamme quando dobbiamo fare gruppo per una causa comune siamo bravissime a fare squadra, ma quando si tratta di certi argomenti sappiamo diventare addirittura insensibili nei confronti l’una dell’altra.
Il parto è uno dei momenti più delicati per la vita di una donna, un momento unico che non si dimenticherà mai, proprio per questo motivo, ognuna di noi ha diritto di viverla come meglio crede perché con il parto non nasce solo un bambino, ma nasce anche una mamma.

 

2 pensieri riguardo “La mia esperienza e il mio punto di vista sul parto.

    • 12 novembre 2017 in 11:37
      Permalink

      Grazie infinite Licia. Sono felicissima che i miei post ti piacciano e spero di non deluderti!

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *