Possibilità.

È da molto tempo che sento il desiderio di mollare tutto per dedicarmi solo a mio figlio.
Sono una mamma di 29 anni di un bimbo di tre che tra poco inizierà la scuola dell’infanzia, ma lavorando full time per una grande azienda so già che mi perderò, ancora una volta, così com’è accaduto per gli anni in cui ha frequentato il nido, molte cose della sua vita.
Non ci sarò a prenderlo all’uscita da scuola e non potrò portarlo a fare sport poiché, pur arrivando a casa intorno alle 18.30 (un orario per molte magari accettabile) sarebbe sempre troppo tardi per fare tutte queste cose, a cui provvederà sicuramente mia madre una donna fantastica che fa moltissimo per la mia famiglia.
Sono fortunatissima ad avere il suo aiuto ma mi dispiace enormemente non poter essere io personalmente ad essere partecipe come vorrei nella vita di mio figlio.


Per carità sono e sarò sempre grata a quello che la vita mi dà ma se avessi la possibilità di scegliere, vorrei poter dedicarmi completamente alla mia famiglia, magari decidere di avere un altro figlio e per qualche anno poter vivere con calma, senza timbrare il cartellino ma assaporando ogni momento, ogni scoperta, godere dei piccoli gesti e abitudini quotidiane, piccole cose, che ahimè, chi sta fuori dieci ore da casa per lavoro, non ha nemmeno il tempo di apprezzare.
Ho parlato più volte con il mio compagno di questo ma per lui, licenziarmi sarebbe un grande azzardo.
Non ce la passiamo male, ma essendo libero professionista, dice che non avremmo la sicurezza di potercela fare davvero, un mese può guadagnare molto come nulla e anche ad essere parsimoniosi nei mesi più proficui, sarebbe sempre troppo rischioso.
Purtroppo non posso biasimarlo, seppur a malincuore, non posso lasciare che un mio desiderio metta a repentaglio la stabilità economica della mia famiglia e come molte altre mamme devo per forza lavorare
A volte mi sento dire che non dovrei pensare a tutti i risvolti negativi che questa scelta potrebbe presentare ma che dovrei fare quello che amo, rischiando anche, che “volere è potere” e che in qualche modo tutto si risolverà…
La verità è che non sempre è una questione di scelte, se non hai le possibilità (soprattutto economiche) non vai da nessuna parte, non a Milano, una delle città più care per vivere dove uno stipendio solo non basterebbe.
Che poi, un conto sarebbe perderlo il lavoro o non trovarlo ma avere la consapevolezza e la grande responsabilità che comporterebbe lasciarlo è un altro discorso…
Credo che la cosa che mi faccia stare peggio però è non riuscire a trovare una via di mezzo. Per noi mamme non è giusto dover scegliere. Molte come me non possono permetterselo, altre ancora amano il loro lavoro ma vorrebbero sicuramente conciliare meglio la sfera lavorativa con quella familiare.
La risposta sarebbe semplice, concedere più part time, trovare il modo di darli più facilmente, insomma tutelarci un po’ di più o per lo meno provarci. Una soluzione facile in teoria ma che rappresenta ancora un’utopia purtroppo. Fortunatamente negli ultimi anni molte aziende stanno introducendo lo smartworking ovvero qualche giorno di lavoro da casa, se questo progetto prendesse piede in maniera capillare, sarebbe già qualcosa, magari non la soluzione ideale ma sicuramente un buon compromesso.
Per ora posso solo sperare che le cose nell’azienda in cui lavoro migliorino e nel frattempo guardarmi intorno, a furia di mandar curriculum magari un’occupazione con orari più consoni per una mamma arriverà.

Al di là di come andranno le cose voglio però promettere a me stessa che non voglio più deprimermi, terrò a mente il mio obiettivo ma voglio vivere serena anche se le cose non vanno come desidero. Ho passato dei brutti momenti, mi sono dilaniata dai sensi di colpa per essere una mamma che lavora a tempo pieno e avevo il magone quando vedevo mamme con più tempo libero di me che portavano i bimbi al parco e avevano il tempo di godersi i pomeriggi con loro.

Ora basta, niente più paragoni, niente più sentirsi una mamma di serie B perché non ci sono sempre, continuerei solo a farmi del male e anche la mia famiglia ne risentirebbe.
La verità è che non importa quello che facciamo, se siamo casalinghe o super manager, quello che è importante è l’amore che abbiamo per i nostri figli, i sacrifici che facciamo ogni giorno per loro, e la speranza di poter fare tutto quello che è in nostro potere per essere per loro una guida, un porto sicuro anche quando saranno ormai cresciuti.
Senza rimpianti ma ricordando solo le cose belle.

Martina M.

credit ph. copertina https://www.universomamma.it/

12 pensieri riguardo “Possibilità.

  • 24 gennaio 2018 in 17:50
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    Ciao cara… come ti capisco.
    Ogni tua parola rispecchia esattamente il mio pensiero. La mia bimba a settembre inizierà la scuola primaria e combatto costantemente con il senso di colpa da quando l’ho dovuta lasciare alle cure di altri alla tenera di età sette mesi per rientrare al lavoro. Anche io lavoro a tempo pieno in una multinazionale e anche io sono via da casa minimo dieci ore al giorno, quando la giornata lavorativa è abbastanza clemente. Se da una parte mi considero fortunata ad avere un buon lavoro che mi soddisfa, dall’altra mi sento un mamma a metà quando all’asilo vedo le altre mamme che si propongono per vari lavoretti o iniziative o quando la sera arrivo a casa che non so neanche più come come mi chiamo o non riesco nemmeno a interagire con mia figlia dalla stanchezza.
    La mia azienda sarebbe anche una di quelle illuminate: concede facilmente part-time alle mamme lavoratrici e autorizza lo Smart-working in caso di necessità per 4-5 giorni al mese. Peccato che non potrei permettermi di vivere con uno stipendio part-time e che lavorare da casa non sia agevole per il tipo di lavoro che svolgo.
    Purtroppo mio marito ha perso il lavoro ed è alla ricerca di un’occupazione a tempo pieno. Che dire… speriamo in tempi migliori.
    Il mio sogno comunque è avere il coraggio di lanciarmi e aprire la mia attività, in modo da poter conciliare il lavoro dei miei sogni e la mia famiglia. Un bacio

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    • 24 gennaio 2018 in 18:34
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      Ti auguro di cuore che la tua situazione familiare possa risolversi, che presto tuo marito trovi lavoro e che in futuro potrai quindi fare smart working o part time visto che per fortuna la tua azienda è molto avanti e anzi speriamo si ponga come esempio per molte altre multinazionali e non, dove la donna possa essere vista come una risorsa anche lavorando mezza giornata

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    • 25 gennaio 2018 in 8:51
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      Ciao! Già il fatto che la tua azienda sia ben propensa a conciliare famiglia/lavoro con Smart working e part time, spero che tu un domani riesca in qualche modo ad usufruirne! E ovviamente ti auguro che tuo marito possa trovare presto lavoro, in modo da essere tutti più tranquilli e magari un giorno non lontano realizzare il tuo sogno di metterti in proprio. Da quello che scrivi comprendo che ora non sia un periodo roseo ma vedrai passerà! In bocca al lupo per tutto cara❤️

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  • 24 gennaio 2018 in 20:07
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    Ti capisco benissimo, anche io sono una mamma lavoratrice a tempo pieno, ho lasciato il mio bimbo già a 4 mesi per rientrare a lavoro. Ma pensa comunque che rimane con tua mamma prima del tuo rientro, io invece ho mia madre che lavora a tempo pieno, perciò non ti dico che salti mortali per conciliare tutto, tra me, mia madre e la baby sitter. Dovrebbero permettere più part-time non solo a noi mamme ma anche ai papà che troppo spesso escono la mattina e tornano direttamente alle 8 di sera…

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    • 25 gennaio 2018 in 8:54
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      Hai ragione dovrebbero essere più flessibili con entrambi i genitori, in modo da aiutarsi davvero senza dover gravare troppo sui nonni (santi nonni) o senza dover spendere un patrimonio in babysitter! Speriamo cambi presto qualcosa!!!

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  • 24 gennaio 2018 in 22:21
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    Ti capisco molto bene… ho una bambina di due anni e mezzo e lavoro a tempo pieno stando fuori casa undici ore al giorno! Finalmente a gennaio ho preso la decisione di lasciare il lavoro, dopo.mesi e mesi di indecisioni e sensi di colpa. Ho chiesto al mio titolare una riduzione dell’orario di lavoro ma a causa di vedute troppo ristrette non mi è stata concessa costringendomi ad andare via. Lascio il mio.lavoro a malincuore dopo diversi anni, ma queste condizioni non mi permettono di essere mamma al 100% e questa consapevolezza mi ha dato la forza di prendere questa decisione! Già…perché ad un certo punto metti sul piano della bilancia le due cose: l’indipendenza che ti da il lavoro e la scelta che hai fatto di essere madre con i relativi doveri verso tuo figlio… e ti chiedi a cosa ti serve quest’indipendeza se poi non riesci a crescere e a seguire tua figlia e affidi oddquesto compito a qualcun’altro?
    Sicuramente cercherò qualche altro lavoro part time e nel frattempo mi godrò ogni istante con mia figlia come non ho mai fatto finora!

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    • 25 gennaio 2018 in 8:58
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      Hai fatto benissimo a fare questa scelta se ne hai avuto la possibilità! Diciamo che a volte non é che si lavora solo per l’indipendenza ma proprio perché con un solo stipendio non sinriuscirebbe a far fronte a tutte le spese/esigenze di una famiglia. Ti auguro un domani di trovare un lavoretto part time così da conciliare entrambe le cose, che poi é quello che mi auguro anche io

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  • 24 gennaio 2018 in 23:08
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    Purtroppo anche io sono nella vostra stessa situazione: obbligata a lavorare per necessità e assalita dai sensi di colpa. Ho un bambino di quasi 8 mesi e da circa un mese ho ripreso il lavoro perché la maternità facoltativa con stipendio al 30% stava mandando la mia famiglia al tracollo. Il mio bambino l’ho voluto, aspettato, desiderato con tutta me stessa ma solo dopo qualche mese dalla sua nascita ho capito che ogni sorriso, ogni lacrima non avrei potuto viverli in prima persona tanto a lungo perché al giorno d’oggi vivere con uno stipendio in meno non è possibile. Sono figlia di una casalinga. Mia mamma c’è sempre stata, fuori da scuola, dalle lezioni di nuoto, i compleanni dei miei compagni e pensare che io non potrò fare lo stesso a volte mi distrugge. Lei mi dice che per una donna è importante anche lavorare che ti fa sentire viva, tenere il contatto con il mondo e che quando i figli cresceranno ( perché crescono e in fretta)poi ci rimane solo il ricordo di quello che è stato mentre li vedi partire per la loro strada come è giusto che sia. Allora che fare? Quale è la cosa giusta? Sinceramente non lo so, ma stringo i pugni e vado avanti. La mattina saluto mio figlio velocemente per non pensare troppo a tutto questo.

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    • 25 gennaio 2018 in 9:02
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      Ti capisco perfettamente cara. Ma purtroppo non é colpa di nessuno. Con uno stipendio medio non si vive ma si sopravvive. Quindi ci tocca per forza lavorare, magari lasciare solo se si ha trovato altro (qualcosa con orari più umani e più consoni alle esigenze di una famiglia) ma nel frattempo possiamo solo andare avanti. Insomma lo facciamo anche per i nostri figli, per mettergli qualcosa da parte un domani, senza uno stipendio in più come si farebbe?!? Coraggio ti sono vicina.

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  • 25 gennaio 2018 in 12:00
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    Mi sento un Po la voce fuori dal coro perChe non ho ancora bambini ma mi sento esattamente come voi.sono sposata da 2 anni e io e mio marito da qualche mese abbiamo aperto un attività lasciando il posto sicuro dato dall’attività della mia famiglia che seppure ci faceva star bene dal punto di vista economico era un casino per via delle infinite discussioni.non Vi nascondo che il desiderio i allargare la famiglia c’è ma al momento è un Po difficoltoso: l attività non ci garantisce ancora un entrata più o meno stabile, per aprirla abbiamo fatto un prestito e in più sono fuori casa dalle 6.30 alle 20, ci sentiamo in colpa per il cane figuriamoci per un bimbo

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    • 25 gennaio 2018 in 15:27
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      Be in effetti, non è semplice, una nuova attività comporta dei sacrifici inizialmente e posso comprendere che il pensiero di metter su famiglia possa creare dei timori ora come ora.
      Sicuramente tra qualche tempo troverete la quadra giusta e il desiderio di maternità non farà così paura! in bocca al lupo per tutto!!!

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      • 25 gennaio 2018 in 17:24
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        Grazie di cuore in bocca al lupo anche a te…sono cresciuta con mamma e papà che lavoravano in fabbrica e noi(io e mio fratello) eravamo i primi ad entrare al nido e gli ultimi ad uscire perché purtroppo mamma nn poteva contare su zie o nonne però posso dirti che ho dei bellissimi ricordi della mia infanzia perché tutti i momenti liberi erano per noi:la passeggiata al parco, in bici, cinema,giostre e vacanze al campeggio.forse se mamma avesse fatto la casalinga tutto questi momenti non ci sarebbero stati. Quindi capisco il tuo sacrificio ma sappi(anche se so che già lo sai) che lo fai x il tuo bimbo e lui un giorno tutto questo lo apprezzerà

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