Intervista a Lucia Del Pasqua – The Fashion Politan

Alle volte nella vita bisogna scendere a compromessi per ottenere ciò che realmente si desidera. Purtroppo questo “alle volte” sta diventando sempre più frequente e si è trasformato in un “quasi sempre”.

C’è chi però (fortunatamente) di questi compromessi se ne infischia e decide di andare controcorrente e accettarne le conseguenze.

Oggi ho affrontato questo argomento con Lucia Del Pasqua, aretina di nascita e milanese d’adozione, una donna, giornalista pubblicista, blogger e molto altro 😉

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Nel suo blog The Fashion Politan parla di argomenti che spaziano dalla moda, di cui ne è appassionata, al cinema passando per il fitness, che lei ironicamente chiama “Educazione Fisica”.

Leggerla è un piacere sia per la mente che per l’umore in quanto riesce a raccontare tutto con un’ironia così pura che ti fa sperare che quel post diventi un (altro) libro, dopo “Quella certa dipendenza dal tasto invio” pubblicato nel 2015.

Le sue foto sono arte e ogni volta che le guardo mi sembra di tornare indietro nel tempo quando mio nonno mi baciava la fronte prima di andare al bar sotto casa a giocare a carte! Ve la ricordate quell’atmosfera calda e avvolgente? Se volete riviverla fate un salto nel profilo di Lucia.

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Lei ha recentemente affrontato a cuore aperto uno degli argomenti più “caldi” del panorama social degli ultimi tempi: l’uso di gruppi di scambi like per ottenere follower e quindi far crescere i numeri del proprio profilo.

C’è chi vede questi gruppi come un modo come un altro per fare amicizia, chi ne giustifica l’utilizzo per colpa di quel maledetto algoritmo e chi invece non ne ammette nemmeno l’utilizzo.

Una cosa è certa…. LE AMICIZIE SUOI SOCIAL POSSONO NASCERE ANCHE SENZA L’USO DI QUESTI SISTEMI, questo ve lo assicuro.

Nonostante io non sia d’accordo con l’utilizzo di questi metodi, sono cosciente che ognuno è libero di fare quel che vuole nella vita ma almeno siate onesti ed ammettetelo.

Ricordiamoci sempre che:

Chi perde l’onestà non ha nient’altro da perdere.

(John Lyly)

Detto ciò vi invito a leggere cosa ha da dirci Lucia.

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Lucia quali sono i tuoi buoni propositi per l’anno appena iniziato? 

Continuare a scrivere, finire il secondo libro, fare un corso di guida sicura per la moto, riuscire ad andare a surfare molto di più di adesso, continuare ad avere un’etica, professionalmente parlando, anche se non sembra pagare, vedere il Giappone e visitare Bali, inventarmi qualche altra cosa che non c’entri nulla con il blog e la scrittura.

Le tue foto sono spettacolari ma ancor di più lo sono i tuoi racconti. Nel tuo blog spazi dalla moda all’ “educazione fisica” e grazie alla tua vena ironica rendi qualsiasi cosa accattivante e sorprendente allo stesso tempo. Come é nata la tua passione per la scrittura?

In realtà non lo so, ho sempre scritto, prima nei “diari segreti”, quelli con i lucchetti che in realtà aprivi con una molletta, poi nei diari di scuola, poi scrivevo con la macchina da scrivere del nonno, poi ho scoperto il web e quello è diventato il mio mezzo d’espressione principale. Diciamo che è stato tutto molto naturale.

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Un paio di settimane fa sei stata al Pitti a Firenze e volevo farti i complimenti perché sei riuscita a mostrarci un aspetto diverso da quello che solitamente viene mostrato nei social. Invece di dare l’attenzione alla carrellata di VIP presenti hai preferito (giustamente) mettere in risalto il prodotto. Cosa ti ha colpito di più di questo Pitti e cosa invece ti ha lasciato un po’ di amaro in bocca? 

Io amo il Pitti. Lo amo per vari motivi: è un luogo di incontro per vecchie e nuove conoscenze, hai l’opportunità di parlare direttamente con chi il prodotto lo fa, o si occupa di marketing e comunicazione, prendi ispirazione e hai modo di studiare che direzione stanno prendendo alcuni fenomeni, come lo street style o quello degli influencer. La cosa abbastanza preoccupante è stato il copiaticcio generale a livello di prodotto, nessuno, o pochissimi, si sono permessi di osare più di tanto, preferendo invece andare più sul sicuro. Questa è un’importante spia accesa nel mondo della moda. A lasciarmi l’amaro in bocca è sempre quel “famoso” muretto che a distanza di anni non vede evoluzioni, ma rimane sede di vacui egocentrismi, il fatto che certi signori o signori negli stand ti guardino male perché hanno paura tu fotografi il prodotto per copiarlo (quando sono loro i primi a farlo), ed infine che tanti influencer di moda da un milione di euro (si fa per dire) non ci fossero, quando invece sarebbe molto importante capire il sistema moda e le tendenze se ci si occupa di moda.

So che ami viaggiare e anche che recentemente hai espresso il desiderio di fermarti per un po’ prima di qualche nuova avventura. Quale credi sia la vera ricchezza che un viaggio ti dona?

I viaggi mi stancano e m’ispirano. Sono sempre fonte di interessanti racconti e terreni da studiare dal punto di vista umano, naturale e architettonico. Ogni volta che visito un posto mi chiedo sempre come vivrei io lì, e parlo tanto con chi ci vive.

I miei viaggi sono strettamente collegati al cibo e allo sport ultimamente.

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Mi piacerebbe affrontare con te un tema che sta ultimamente spopolando sui social. La compravendita di Follower. Cosa alquanto triste che fa emergere esattamente dove si possa arrivare pur di ottenere quei famosi 15 minuti di notorietà di cui parlava Wharol tempo fa. Poco tempo fa hai scritto un post bellissimo dove affermi di “aver perso”. Ci riassumi il tuo pensiero? 

Il mio pensiero è che sono amareggiata. Semplice. Vedo ragazzine guadagnare fior fior di quattrini sulla base di truffe belle e buone, mi sento ormai troppo spesso dire “con te non lavoriamo perché hai pochi fan”, quando ormai la percezione del poco o del tanto è totalmente distorta. Sia chiara una cosa: in Italia hai tanti fan solo se fai tv o ti spogli. La cosa più triste è che ormai lo sanno anche le aziende, che è tutto finto, ma se ne fregano pure loro, preferiscono essere truffate. È cambiato tutto dagli inizi, ed è normale che sia così, ma non è normale che vinca questa “mafia”, infatti io mi sento sempre più tagliata fuori, sempre più di appartenere ad una ristretta nicchia a cui interessa più che di fare una foto su Instagram, raccontare delle storie e fare progetti strutturati di comunicazione a lungo termine.

Cosa ha portato noi tutti, che costantemente siamo parte attiva dei social, ad omologarci a tal punto da produrre un feed talmente simile da risultare alle volte quasi identico?

Tendenze. Funziona come la moda. Perché tutti abbiamo quei jeans corti e un po’ più larghi in fondo? Perché li vediamo sempre e alla fine finiscono per piacerci. Più vedi una cosa più te la senti tua. La pubblicità funziona così. E tu rischi di meno a fare come fanno gli altri.

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Tutti abbiamo notato come l’approccio ai social media sia totalmente cambiato negli ultimi anni. 

Parlando soprattutto di Instagram, siamo costantemente alla ricerca della foto perfetta, che abbia quella luce particolare che, dopo un’editing ormai professionale, diventa semplicemente divina per i canoni di Instagram. Dove é finita la spontaneità e la voglia di condivisione di quel momento che in fin dei conti, se decidiamo di condividere, é in se per se già perfetto per noi? 

È finita sotto i piedi. Proprio lì. Sotto ad un paio di Balenciaga, perfette da fotografare con un look super cool, wowo, amazing.

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Qui sotto trovate i link ai suoi profili social. Dateci un’occhiata e soprattutto premiate l’onestà!

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Elisabetta, 28 anni, donna, compagna, amica ma soprattutto mamma di Oliver. Questa sono io! Ho sempre amato nascondermi per non trovarmi mai al centro dell’attenzione, ecco perché preferisco celarmi dietro una penna o meglio, al giorno d’oggi, un’iPad. Italiana di nascita ma inglese d’adozione. Cerco di rendere tutto quello che voglio raggiungibile in modo da non avere mai rimpianti! Sono ostinata e caparbia… alle volte anche troppo! Amo essere impegnata e sempre di corsa ed è per questo che ho scelto di vivere in una città come Londra, dove nulla mai si ferma!

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