Le nanne dei bambini ( e dei genitori) esiste una regola ?

Oggi parliamo di un tema molto discusso: le nanne dei bimbi (e delle mamme!).

C’è il bimbo abituato a dormire da subito nel suo lettino, e quello che proprio non ne vuole sapere e vuole la mamma accanto. C’è anche quello che scambia il giorno per la notte e che di dormire non c’è verso. Quello con il sonno leggero, quello che non si sveglia manco con l’ aspirapolvere accesa. Quello che si sveglia 30 volte per la poppata, quello che gli basta il ciuccio per dormire una notte filata. Quello che si dimena in continuazione e quello che che ti viene il dubbio se respira ancora e vai lì con l’orecchio a sentire il respiro o con la luce del cellulare per vedere se muove l’ addome.

E poi ci sono le mamme…

C’è la mamma che passa le notti in bianco per tre anni di fila, quella che si addormenta con la tetta fuori perché il bimbo l’ha presa per il ciuccio, quella fortunata che ha il bimbo che dorme da solo nella sua cameretta a soli 3 mesi, quella che non si ricorda cosa vuol dire dormire per anche sole 3 ore filate, quella esaurita perché non dorme da giorni…

La scelta di come far dormire il proprio bimbo non è in realtà una scelta…ma un seguire ciò che ci dice l’istinto, anche in base all’ indole del bambino.

Ci sono genitori che dormono con il bimbo in mezzo al lettone, genitori che dormono divisi da praticamente dopo il parto, genitori che non dormono proprio perché magari il bimbo piange in continuazione e si danno il turno per farlo riaddormentare (e in realtà non dorme nessuno).

Vi racconto come dormiamo noi.

Premetto che io dall’età di 13 anni ho sempre dormito con i tappi nelle orecchie perché ho il sonno molto leggero e fatico ad addormentarmi se c’è un minimo rumore. Quando mi sono sposata ho continuato a farlo perché mio marito russa come un trattore (ma anche se non russasse anche il semplice respiro non mi consente di addormentarmi facilmente.)

Quando è nato Oliver ho dovuto per ovvie ragioni abbandonare i miei amati tappi.

Il primo mese, quello senz’altro più difficile in cui si cerca di definire un certo ritmo, ci siamo dati il turno per dormire qualche volta. Oliver si svegliava per il pasto notturno ogni 2 ore e mezza: il papà poteva sostituirmi di tanto in tanto per lasciarmi riposare perché non allattando Oliver prendeva tranquillamente il biberon anche da lui. Tutto questo accadeva al piano di sotto in soggiorno. Oliver nella sua culla e io sul divano. Chiusa la parentesi del primo mese, al secondo mese abbiamo cercato di stabilire un po’ di normalità: io e Mauro nel lettone e Oliver nella sua culla, nella nostra stanza. Dormiva un paio d’ore, poi si svegliava perché magari perdeva il ciuccio e si riaddormentava solo petto a letto con me. E anch’io riuscivo ad addormentarmi con il mio bimbo sul petto (il suo respiro, a differenza di quello del papà, è per me una dolce ninna nanna), finché Mauro non mi svegliava russando. Un bel calcio negli stinchi ristabiliva per un po’ il silenzio, ma era questione di poco. Cosi io non dormivo quasi per nulla, lui era stanco dei calci e di conseguenza riposava male.

Arriva che Mauro si becca l’influenza e così, finché non guarisce, io e Oliver ci trasferiamo temporaneamente nella sua cameretta già predisposta per quando sarà più grandicello: é presente un letto a una piazza e mezza e il lettino con le sbarre. So che metterlo nel lettino equivale alla culla:
perde il ciuccio, si sveglia e piange = mi alzo e perdo il sonno + se si scopre e prende freddo? = mi rialzo per controllare (non dormo).

Così, egoisticamente, per non dovermi alzare in continuazione, scelgo direttamente il letto a una piazza e mezza per entrambi.

Mauro ovviamente è guarito da un bel pezzo, ma io e Oliver siamo ancora nella sua cameretta nel letto insieme! Mauro dorme e russa beato, io dormo senza tappi tutta la notte e Oliver dorme senza neanche più pasti notturni da quando aveva 6 mesi, se si sveglia perché cerca il ciuccio glielo allungo in un secondo senza dovermi alzare e così dormiamo tutti felici e contenti. Dei genitori riposati sono dei genitori sereni. Dei genitori stanchi e di malumore trasmettono il loro stato insofferente al bimbo.

So che la normalità sarebbe un’altra: i genitori nello stesso letto e il bimbo nel suo lettino. Certo, prima o poi arriverà il momento di tornare a dare calci negli stinchi a Mauro… ma al momento dormiamo tutti bene per tutta la notte. Tra l’altro, Oliver si addormenta verso le 20:00 e dorme filato fino alle 6:30/6:45 da ormai diversi mesi. La sera lo addormento, poi lo sposto nel suo lettino, scendo per stare un po’ in compagnia di Mauro visto che lavoriamo entrambi tutto il giorno e ci vediamo poco, e verso le 22:30 salgo su. Se Oliver si sveglia me lo porto a letto con me e ci riaddormentiamo fino a mattina. A volte se sono molto stanca vado a letto anch’io presto come lui….

Ma questi siamo noi. Ogni mamma, ogni famiglia fa ciò che ritiene giusto per il proprio bimbo. Io sinceramente al momento preferisco così. E a chi mi dice “se si abitua così non ti mollerà più” dico che (se accadrà) quando sarà il momento affronterò la cosa. Come per il ciuccio o per il pannolino….quando sarà ora di toglierli mi porrò il problema.

Non ora, non adesso. Stiamo bene così. E se va bene a noi, è la cosa giusta per noi ora, adesso.

 

 

annapoli

Anna, 30 anni, mamma di Oliver. Altrimenti detta "La Polly". Buona forchetta, da piccola volevo fare la parrucchiera, l’estetista, la disegnatrice di fumetti, la cantante, la ballerina, l’attrice, la psicologa, la velina e la scrittrice. Oggi sono impiegata contabile. Innamorata del mondo handmade, adoro le sigle di Cristina d’Avena ma ascolto volentieri anche i Metallica. E sogno di cantare “Dancing Queen” in un musical dedicato agli Abba. Colleziono film, serie tv, libri ed e-book. Tutti rigidamente catalogati in ordine alfabetico. Un po’ fissata con l’ordine nel pc, chiavette, hard-disk… Poi vabbè… Il letto lo faccio di tanto in tanto… Adoro leggere, scrivere, sperimentare, azzardare, curiosare ed imparare. E sentirmi figa se poi riesco ad insegnarlo a qualcuno.

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