Cara Caterina, ti scrivo per ringraziarti. Sarà una lettera lunga quindi mettiti comoda,Giacomo permettendo, e partiamo. Per prima cosa volevo ringraziarti per avermi inviato il tuo libro, è stato un gesto davvero carino da parte tua.


Grazie perché il tuo essere mamma è speculare a quello di ognuna di noi, così perfettamente imperfette.
Grazie per avermi fatto utilizzare l’evidenziatore: oggetto catartico nella vita di una lettrice accanita come me, si utilizza SOLO per i libri che davvero hanno qualcosa da dirci o insegnarci…ebbene, nel tuo caso è stato usato senza ritengo.
Grazie per avermi fatto conoscere tuo padre…un uomo così è da mettere in copertina su Peolpe come “Uomo dell’anno”.
Grazie per avermi ricordato che non esiste il prototipo della mamma perfetta. Ma esiste la perfetta mamma per il proprio bambino.

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Se solo ti avessi scoperta mentre ero incinta mi sarei risparmiata paturnie degne del miglior film fantascientifico (Oscar assicurato), espressione compatite da parte del mio compagno e bocche aperte da parte dei miei genitori al quale raccontavo i miei deliri senza fine.
Il tuo libro dovrebbe essere inserito nella carpetta che la ginecologa regala alla prima visita e si dovrebbe verificare il sua stato d’apprendimento durante tutta la gravidanza.
Già immagino la scena: ” signora, allora, ha già deciso se vuole donare il cordone? Prenotiamo la visita dall’anestesita? A che punto è con la lettura del libro di Caterina? Ecco, oltre alla lista delle cose da mettere in valigia, un quiz a crocette da restituire alla prossima visita di modo da controllare a che punto siamo” .

Mi sono ritrovata in tantissime cose: l’amore per il nome Bianca, il nome che darei a mio figlio, Leonida, conscia come te, del fatto che o sei un adone…o devi avere le spalle ben coperte.
L’idea che tutto sarebbe stato stupendo è meraviglioso una volta arrivati a casa dall’ospedale….e mai cosa fu più falsa. La beatizzazione del Ciuccio, che merita una festa nazionale che imponga l’astensione dal lavoro.

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Ma più di tutto, voglio ringraziarti per essere cosi normale, così vera, così te stessa.
Niente super mamma, niente “ma come fai a fare tutto?”. Nessuna di noi, leggendoti, si sentirà sbagliata, o poco adatta ad essere mamma. Molte delle tue frasi sono vere e proprie ancore di salvataggio per mamme in crisi, in preda a pianti disperati e in astinenza di sonno…sfido ognuna di noi a non essersi trovate in una situazione simile.
Sai trovare il lato comico in tutto, anche nella scelta della tata che, si sa, è una delle sfide più grandi che una mamma lavoratrice deve affrontare…e tu ne sai qualcosa!!!
Non ti sei mai buttata giù, mai incolpata, mai sentita inadatta….sei sempre stata tu, con Giacomo, nella vostra crescita insieme…nella scoperta reciproca. E gli sbagli ci sono, sempre, ma è solo così che si impara. Già, perché essere mamma non è tutto istinto; è anche e sopratutto, stravolgere la propria vita IN FUNZIONE di questa piccola creatura che per 9 mesi è stata in filo diretto con te….e che adesso devi condividere con il mondo.

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Essere una neo mamma, impone una trasformazione incredibile:Tu che, al sabato sera eri con amiche a fare aperitivi, adesso ti destreggi tra biberon, shakerate da barman e assaggi improbabili di latte artificiale. Si batte il record mondiale per la doccia più veloce e la parola tacco non rientra più nel vostro vocabolario. Seno gocciolante, borse sotto gli occhi da far invidia ai bustoni blu dell’Ikea, macchie di rigurgito everywhere e capelli raccolti in un’iprobabile cipolla che ricorda più la cofana di Moira Orfei.
Vorrei postare una mia foto nelle condizioni sopra citate ma gli horror vanno di solito guardati in seconda serata quindi ve la evito…ma vi rendo partecipi di questo bellissimo ricordo: oggi è un giorno speciale perché 3 anni fa, ho sentito per la prima volta Matilda. Un calcio secco, in mezzo alla pancia….forse è stato proprio in quel momento che ho capito…che nulla sarebbe stato più come prima.