E’ giusto proibire ai minori di quattordici anni di rientrare a casa da soli? Queste ultime settimane I dibattiti su questo argomento si sentono ovunque, tv, giornali, scuole…
Questo è quanto è scaturito come conseguenza di una circolare rilasciata dai presidi di diverse scuole italiane che sta dividendo l’opinione pubblica e che è diretta conseguenza di una sentenza della cassazione che condanna un dirigente scolastico a cinque anni di reclusione per abbandono di minore al quale, purtroppo, si attribuisce la morte di uno studente fuori da una scuola per un incidente stradale.
Per questo motivo I minori di quattordici anni all’uscita di scuola saranno consegnati dal personale scolastisco ai genitori o ai delegati dalla famiglia previa presa in visione del documento d’identità. Addirittura se le famiglie non rispettano gli orari si possono trovare a interfacciarsi con le forze dell’ordine per abbandono di minore.
Ma veramente vogliamo parlare di abbandono di minore? A me sembra proprio l’ennesima esagerazione all’italiana…
In Italia solo il 30% dei ragazzi torna a casa da solo contro il 90% del resto d’Europa. In Francia, Germania e tante altre nazioni I bambini tornano soli già dai sei sette anni. E questo non certo perché vogliono mettere a repentaglio la vita dei propri figli, anzi. Andare e tornare da scuola da soli aumenta l’autostima e la consapevolezza delle proprie capacità al contrario dell’essere accompagnati che invece da un messaggio tipo “tu non sei in grado”

Infatti diversi studi collegano I genitori apprensivi addirittura a problemi in età adulta quali attacchi di panico e depressione. Tutto ciò dimostra che la scelta di tante famiglie di mandarli da soli non è una mancanza dei genitori rispetto al loro ruolo di vigilanza un desiderio di crescita e di responsabilità per I propri figli.
Probabilmente le sentenze saranno state più di una per essere arrivati a tanto, ma sicuramente altrettante sentenze di condanna esisteranno per episodi accaduti all’interno delle scuole ma non per questo ci viene chiesto (per ora) di assistere alle lezione per assumerci noi la responsabilità di eventuali danni.
Arrivati a questo punto se la scuola non vuole più responsabilità tantovale puntare su l’homeschooling!
Oltre ai danni che riguardano la crescita serena dei nostri figli non sono da sottovalutare I disagi arrecati alle famiglie. Se I due genitori lavorano come possono andare a prendere I propri figli? Dovrebbero pagare una persona? La Ministra Fedeli ha trovato la soluzione:“Affidatevi ai nonni”.
Ma in quale paese fa la ministra la Signora Fedeli? Non lo sa che in italia si va in pensione a settant’anni ormai e quindi se sono ancora vivi e sani e se vivono nella stessa città I nonni probabilmente stanno lavorando!
Paradossalmente, poi, gli stessi rappresentanti del governo in passato hanno definito I ragazzi italiani bamboccioni, choosy e sfigati…
Di sicuro in italia negli ultimi anni in Italia c’è un eccesso di utilizzo di denunce a sproposito. Tutti denunciano tutti, come se per forza si debba trovare un responsabile a cui attribuire le colpe e perchè no dal quale farsi risarcire.
Ciò non toglie però che la scelta di queste scuole sembra dettata esclusivamente da un autodifesa senza tenere minimamente conto delle esigenze e del bene dei ragazzi.
Si dovrebbe poi tenere conto dei casi specifici. Nel mio paese per esempio (oltre il fatto che siamo un piccolissimo centro) l’amministrazione comunale in questi ultimi anni ha investito sia economicamente che in termini di risorse umane per rendere più sicuro il tragitto scuole-casa. Nelle zone adiacenti la scuola sono presenti I nonni vigile, la segnaletica è stata adeguata, sono state fatte nelle scuole lezion idi educazione stradale…
Tra l’altro questa presa di posizione anche da parte della ministra va contro alle disposizioni (con relativo stanzimento di ben 35 milioni di euro) della legge 221 del 28 dicembre 2015 atta a promuovere misure di green economy che prevede la figura del mobility manager scolastico, ossia una figura presente in ogni istituto che ha il compito di organizzare gli spostamenti casa-scuola-casa di personale scolastico e alunni in modo da ridurre al minimo l’uso individuale delle automobili e contenere il traffico e relativo inquinamento acustico e ambientale.
Sicuramente fa pensare il tanto clamore sollevato da questa restrizione e sopratutto le immediate reazioni sia delle famiglie che delle istituzioni. Forse il fatto che questa cosa abbia toccato realmente da vicino tantissime persone nella gestione del proprio quotidiano ha fatto si che, per una volta, la popolazione non accettasse come sempre l’imposizione a testa bassa ma finalmente facesse sentire la sua voce.
Personalmente ritengo che questa scelta sia da rivedere e che si debba dare alle le famiglie la possibilità di scegliere perché un genitore vuole solo il bene per I propri figli e mai e poi mai si sognerebbe di mettere inutilmente a rischio la vita del suo bene più prezioso.

 

Alice Pittau

Credit foto IL SUSSIDIARIO