Sono nata e cresciuta in Alto Adige, ma vivo a Padova da ormai 17 anni, quasi metà della mia vita! Inoltre mia mamma è tedesca quindi ho origini germaniche. Per questi due motivi seguo da sempre le tradizioni natalizie con cui sono cresciuta. Sono scappata dalla mia città, ma solo con il tempo ho scoperto di essere profondamente legata alle mie radici e un modo per sentirmi un po’ più a casa è quello di tramandare le usanze natalizie che mia mamma ha fatto vivere da piccolina alla mia famiglia, e con il tempo ho scoperto che sono un po’ differenti da quelle venete!

Da qualche anno ormai sono arrivati in tutta Italia i calendari dell’Avvento, dai più classici con i cioccolatini a quelli handmade. Ma io li ho sempre avuti ogni anno da quando ho memoria. I primi anni di università a Padova dovevo comprarlo a Bolzano per averlo, perché altrimenti sarei rimasta senza!

Un’altra tradizione natalizia altoatesina e germanica è sicuramente la corona d’Avvento. Una corona, per lo più in pino, con 4 candele, da accendere una alla volta per ogni domenica d’Avvento. Mi ricordo perfettamente l’emozione di accendere la quarta candela… significava che la notte di Natale era sempre più vicina! A casa mia la corona d’Avvento troneggiava sul tavolo e veniva accesa ad ogni pasto. La prima candelina accesa alla fine era veramente consumata!

In Germania la Befana non esiste, la sua “alternativa” è San Nicolò che il 6 dicembre porta a tutti i bambini trottando sul suo asinello, un sacchettino rosso pieno di dolciumi, arachidi e mandarini; e per i bambini monelli anche un po’ di carbone! Vivendo in Alto Adige, abbiamo ereditato entrambe le tradizione: San Nicolò e anche la Befana! Siamo fortunati vero?!

Dalla tradizione germanica e da mia mamma che a sua volta ha ereditato da mia nonna, ho ereditato le ricette dei biscotti natalizi: Spitzbuben, Lebkuchen, Kipferl sono solo alcune delle ricette che custodisco come sacre. A fine novembre si inizia già ad impastare e infornare e più tipi di biscotti si fanno e più le persone che li ricevono sono felici! Un anno mia mamma è arrivata a farne 17 tipi diversi, io sono arrivata a 11 nei tempi d’oro, prima di avere i miei gemelli!

Guai se a Natale manca il dolce tipico natalizio della Baviera, la regione di origine della mia famiglia materna. Si tratta dello Stollen che prende il posto del nostro Panettone. Anche questo dolce contiene uvetta e frutti canditi, ma è un impasto più secco e per renderlo morbido al suo interno c’è anche il marzapane. Da leccarsi i baffi davvero per gli amanti della frutta candita!

La sera della Vigilia di Natale è il momento più importante: le famiglie si riuniscono, si mangia insieme, si accendono tutte e quattro le candele della corona d’Avvento, si cantano canzoni natalizie e si aspetta l’arrivo di Gesù Bambino! Sì esatto, da me non arrivava Babbo Natale, ma Gesù Bambino, che con la sua nascita porta i doni a tutti i bambini del mondo. Una visone davvero diversa rispetto alla tradizione italiana, ed è l’unica che non ho tenuto per i miei bimbi. Farebbero fatica a capire bene, dal momento che nella città dove viviamo esiste solo Babbo Natale, e poi comunque quanto è bella la tradizione di Babbo Natale? La sua magia, la slitta le renne… Da noi Babbo Natale arriva la sera del 24 dicembre, i bimbi si devono nascondere in una stanza con un adulto, perché il dolce vecchino vestito di rosso e mooooolto timido! E poi così si cerca di vederlo dalla finestra che vola con le sue renne alto nel cielo! Poi suona una campanella, si corre in sala, la finestra ancora aperta e magia…. sotto l’Albero di Natale tutti regali che ha portato! Si scartano i regali, ci si fa gli auguri e si brinda mangiando i biscotti fatti nelle settimane prima con lo Stollen ma anche con il Panettone e il Pandoro. Perché l’Alto Adige è così: un incontro di culture, quella italiana e quella tedesca, e da ognuna si cerca di prendere il meglio anche quando si tratta di Natale!



Foto di Davide Falzone