Dopo aver odiato il caldo afoso e aver aspettato intensamente l ’inverno, i maglioni caldi, la neve e il Natale… ora ci lamentiamo anche di questo e aspettiamo con ansia l’estate. Quanta verità c’é in queste parole? Io sono la prima a lamentarmi costantemente di tutte le stagioni… tranne una.

Signori e signore è ufficialmente iniziata la primavera ed io la accolgo a braccia aperte!

Colore, colore e ancora tanto colore!
Ne sento il bisogno e non vedo l’ora che le piante crescano la loro chioma maestosa e i parchi si riempiano di fiori dando ufficialmente il via alle domeniche all’aperto passeggiando per i numerosi parchi londinesi.

Proprio parlando di primavera, oggi vi presento una donna che con i fiori crea delle foto incredibili, veri e propri paesaggi che animano le giornate sue e dei suoi due piccoli cuccioli: Elia e Adele. Il suo nome è come quello di quella ragazzina con le scarpe rosse e un coniglio tutto matto sempre accanto!

Lei è Alice, meglio conosciuta come Pluswonderland, e al momento, vive nel suo paese delle meraviglie, gli Stati Uniti d’America, più precisamente nella capitale: Washington DC.

È una donna molto riservata che non fa conoscere molto di se nei social ma sicuramente lo ha fatto in questa piccola intervista! È molto umile e con molta simpatia non si prende mai sul serio… mi ha fatto fare grandissime risate!!

Moltissime igers prendono quotidianamente ispirazione dalle sue creazioni (anche se lei non lo ammette per umiltà e un pizzico di vergogna) che non smettono mai di stupire. Sono molto felice di farvi conoscere un lato di Alice che sui social non si vede perché per me è stata una grandissima scoperta!

Benvenuta su The Womoms Alice…

Le tue foto sono incantevoli e sono state d’ispirazione per tantissimi altri profili Instagram. Dove è nata quest’idea di utilizzare i fiori per la creazione dei tuoi scenari?

Grazie per il complimento, Elisabetta!

Sono felice che le mie foto piacciano e che abbiano ispirato qualcuno (con o senza credito 😉 ).
Ho sempre avuto la passione dei fiori e quando ero incinta di Adele ho iniziato ad appenderli al muro della stanza di Elia per divertimento.

Durante entrambe le mie gravidanze ho passato diverse settimane a riposo assoluto. Uscivo di casa solo per andare dal medico una volta alla settimana. Circondarmi di fiori mi ha portato allegria in momenti in cui dentro provavo in realtà molta preoccupazione.

È diventato poi un divertimento, che ora condivido con i bambini. Mi aiutano ad attaccare i fiori al muro e, soprattutto (!), a strappare tutto alla fine, intonaco compreso!

Marzo è il mese di apertura della primavera. La tua gallery sicuramente esploderà di colori e io non vedo l’ora! Crei personalmente il background partendo dalla tua immaginazione? Qualche consiglio su come scattare qualche foto particolare?

Quando mi viene un’idea cerco di scriverla su un foglio o di memorizzarla nelle note del cellulare. Mi è capitato troppe volte di dimenticare qualcosa che mi aveva folgorato e poi di dannarmi per ricordarmelo! Certo le poche ore di sonno non aiutano la memoria!

Il mio consiglio per foto creative è di annotare le vostre idee, magari con un disegno, dormirci sopra e vedere come evolvono. Lasciatevi trascinare! Potreste restare sorpresi!

La vita da Expat come ben si sa non è facile. A volte si espatria per scelta a volte per necessità. Ci racconti come sei arrivata a Washington DC?

Sicuri che non vi annoio?? Hehe.

Non sono molto abituata a parlare di me nelle caption, non ho un blog, e sono in generale molto riservata. Ma se mi chiedete come sono arrivata qui, potrei parlarvi per ore.

Raccontarvi del mio amore per il mondo, per l’America in particolare (fin dalle elementari disegnavo cuoricini sulle mappe degli Stati Uniti) e per New York, la città che racchiude in sé tutti i luoghi del mondo.
È lì che è iniziata la mia avventura americana.

Dopo la laurea in lettere sono partita da sola, e ho iniziato a lavorare in una casa editrice di Manhattan prima e in un centro culturale poi.
Successivamente ho trovato una posizione come insegnante di italiano presso un’università di Washington e mi sono trasferita nella capitale. Ho insegnato in tre università dell’area per qualche anno, poi sono rientrata in Italia. Mi sono sposata e ho lavorato nella casa editrice Rizzoli, esperienza preziosa che mi ha permesso di viaggiare con i libri e con l’immaginazione. Ma il prurito dell’avventura mi tormentava. Sono nata così 😉 Mio marito ha avuto una ghiotta occasione di lavoro qui a Washington e abbiamo deciso di tornare.

Partire significa ricominciare daccapo, e a volte è più difficile che rimanere. La rete familiare viene a mancare e la faccenda si complica quando arrivano i bambini e tutti gli imprevisti. Ma la fatica di questo viaggio lungo (per ora) cinque anni è ripagata ogni giorno da una realtà che ci siamo costruiti da soli e che nutriamo con tanta determinazione e passione, senza dare niente per scontato.

Avete letto fino a qui? Ma grazie!

Cosa ami della cultura americana e cosa invece non sei riuscita a far del tutto “tuo”?

Ah, anche qui potrei parlare per sempre.

Ecco ciò che proprio non digerisco, in brevi accenni: le pecche del sistema sanitario, la diffusione delle armi, la pena di morte, la superficialità dei rapporti sociali, il non dirsi le cose in faccia.

Ed ecco cosa amo: tutto ciò che mi sono costruita con la mia fatica e la libertà che ne consegue. Amo il contatto con culture diverse (Washington è imbattibile!) e che i miei bambini crescano con il mondo a portata di mano, che sentano parlare tante lingue e imparino ad apprezzare la diversità. Amo anche lo spirito di sacrificio che la maternità intensiva e senza aiuti mi ha insegnato.

Ultimo ma non ultimo, amo aver scoperto cose di me che prima non conoscevo. È stata una grande opportunità.

Washington è una bellissima città, sede della “casa” più importante al mondo ma, se dovessi scegliere un altro posto in cui vivere e crescere i tuoi figli, quale sarebbe?

Io e mio marito abbiamo viaggiato tantissimo, in tutti i continenti (ci conosciamo da 19 anni: abbiamo avuto tempo!). E in coro diciamo: l’Italia!! Ironico, ma vero.

Non abbiamo trovato da nessuna parte lo stesso livello di qualità della vita. Comunque, l’Europa in generale. La società è più bilanciata, più sana.

Ultimamente sono molto interessata al modo in cui le persone vedono i social in generale e soprattutto l’utilizzo di Instagram. Si è passati da un uso spontaneo di quasi “documentazione quotidiana” alla creazione di fotografie perfette (e incantevoli) che sembrano vere e proprie pubblicità. Come pensi si sia arrivati a questo punto e come vedi il cambiamento?

Penso che alcuni profili fotograficamente strutturati e pensati abbiano dato inizio a una nuova tendenza, dove il quotidiano interessa meno e idee e immaginazione acchiappano di più. Alleluia! Io sono attratta dalle immagini furbe, dalle caption divertenti, dalle foto che mi stupiscono per la loro originalità. Non mi aspetto di trovare quotidianità autentica su Instagram.

Poche sono le eccezioni che affrontano contenuti intelligenti, condividendo esperienze senza pretesa di dare lezioni di vita. Quelle le seguo con tanta ammirazione perché sono esempi trasparenti e genuini. Mi fa paura invece vedere Instagram che prende il sopravvento, spingendo le persone a confonderlo con la vita reale.

Insomma, questa nuova tendenza creativa rispecchia il modo in cui voglio fruire IG: una piattaforma che mi ispira e mi stupisce, da cui ogni tanto mi piace anche prendere una pausa, e a cui non affido particolari aspettative.

Quando guardo le tue foto mi emani un senso di calma e tranquillità. Sembri una persona pacata e riflessiva. Come ti descriveresti?

Pacata per nulla, vedi? Non fidiamoci dei social, haha!

Non ho mai amato il mio nome, Alice, finché non mi sono trasferita in America e mi sono conosciuta davvero. Io sono Alice! (Avete letto il bellissimo libro di Melanie Benjamin, “Alice I have been?”. Ecco, Alice I have been.) Ho finalmente sposato la mia identità accogliendola con un sorriso, accettandomi. Ho la testa fra le nuvole, l’ho sempre avuta. Non chiedetemi nulla di numeri, non chiedetemi di ricordarmi una cosa o di tenere i conti. Confessione: a volte mi sveglio la mattina e non sono sicura se una cosa sia successa davvero o se l’ho sognata! Giuro! I libri che ho letto mi si mescolano nella testa e formano milioni di storie diverse, che poi rielaboro a modo mio. (Mio marito ha molta pazienza!!)

Sono innamorata dei miei bimbi e affascinata dalla magia dell’infanzia.

Sono appassionata di viaggi e di libri.

Negli anni sono cambiata tanto e spero di evolvere ancora. Dico quello che penso, non mi piacciono i compromessi, non mi piace sentirmi imbrigliata, nemmeno imbrogliata.

E ora basta, raccontatemi di voi!

Alice sei mamma di due bellissimi bimbi Elia e Adele. Quali credi che siano i pro e i contro (se ce ne sono) di crescere un bimbo all’estero, in una cultura diversa da quella in cui siamo cresciuti noi? C’è qualcosa che ti spaventa?

Contro numero 1: la lontananza dai nonni e dagli affetti familiari.

Pro: offrire ai nostri bambini qualcosa in più di quello che abbiamo avuto noi. Fargli capire che la loro casa è il mondo intero, che possono scegliere dove stare, senza limiti.

Non mi spaventa nulla in particolare, finché siamo tutti e quattro uniti, insieme e in salute. Il mondo per me siamo noi, ovunque saremo. Il resto non conta.

 Vedi un ritorno in Italia possibile in futuro o credi che la vita da Expat sia ormai tua completamente?

Il nostro ritorno in Europa è sicuro al 99%. L’America ci va bene ora, ma non andrà bene per sempre. Bisogna prendere il meglio e capire quando è il momento di andarsene. Viaggiare serve a imparare, a portarsi dietro ciò che è utile da ogni posto.

A un certo punto della mia vita in Italia non mi sentivo completa e sono venuta via. Ora sono mamma e la mia dimensione non è più l’“io” ma il “noi”. Approfitteremo dei benefici che l’America ci offre ancora per un po’, poi decideremo dove andare.

Grazie per avermi ospitata! Sono timida, ma mi sono divertita a parlare con voi!

Ringrazio ancora Alice per aver trovato il tempo di raccontarsi a noi e vi lascio qui sotto il link al suo profilo Instagram! Riempite la vostra vita di colore che fa bene al cuore e alla mente!

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