l'affido

Se pensate che l’affido sia una scorciatoia all’adozione commettereste un grosso errore. L’affido è un gesto d’amore immenso, una scelta importante che cambierà la vita di un bambino, ma anche la vostra.

COME FUNZIONA L’AFFIDO?

Siamo tutti dei possibili candidati per l’affidamento di un bambino: una coppia, che sia sposata o convivente, se hai già figli tuoi o se invece non ne hai, se sei un single, se sei un nonno o una nonna, oppure un parente entro il quarto grado.
Una regola importante da sapere è che il periodo sarà limitato nel tempo e durerà al massimo due anni, eventualmente prorogabile in base alle necessità. Il nostro compito fondamentale è quello di dare un aiuto a un bambino che in un determinato momento della sua vita si trova in difficoltà con la famiglia d’origine. Dobbiamo dunque contribuire a crescerlo, ad educarlo, infondergli serenità e affetto che altrimenti non riceverebbero da nessun altro.
In base alla disponibilità e alle necessità delle famiglie che andrai ad aiutare, potrai accogliere un bambino soltanto per alcune ore al giorno, oppure per alcuni periodi dell’anno, o anche a tempo pieno, ospitandolo nella tua casa accogliendolo con te.

COSA SI DEVE FARE PER DIVENTARE GENITORE AFFIDATARIO?

Se decidi di dare la tua disponibilità per l’accoglienza di un bambino o un ragazzo in affido, devi rivolgerti ai servizi sociali del tuo territorio. Successivamente verrai accompagnato in questo percorso da specialisti competenti nel settore, che ti aiuteranno a capire e valutare insieme l’idoneità della tua famiglia. Ci tengo a dirvi che accogliere un bambino in affido è un gesto di grande responsabilità. Un bambino non è un pacco che puoi decidere di prendere e poi se iniziano ad esserci dei problemi o situazioni difficili puoi rispedirlo al mittente. È una scelta che devi sentire tu dentro. Si tratta di un impegno enorme che mai hai fatto prima d’ora e, a detta di tutto ciò, se scegli un affido a tempo pieno prima di accettare questa missione, ti consiglio di fare un’attenta riflessione.

LA MIA ESPERIENZA DA MAMMA AFFIDATARIA

Ogni situazione è diversa l’una dall’altra, però posso raccontarvi della mia personale esperienza. È da dodici anni che io e mio marito siamo genitori affidatari. I bambini che abbiamo aiutato in totale sono 4 e ognuno di loro aveva la propria storia e una problematica famigliare differente. Per due di loro le situazioni famigliari sono diventate molto complesse, si era creata una condizione tale che è stato necessario procedere con l’adozione vera e propria. Questo non è stata un passaggio semplice e immediato, anzi tutt’altro! Ci sono voluti anni di attesa e incertezze, infine per fortuna è andato tutto bene e li abbiamo ufficialmente adottati. La nostra è una famiglia normale come tutte le altre, abbiamo ritmi abbastanza frenetici, tutti i nostri ragazzi frequentano la scuola. La più piccina va al nido, mentre Nidar e Lorenza sono in quarta superiore entrambi, poi il più grande tra i 4, Valentino, è partito a inizio ottobre per Londra a studiare si trova presso una famiglia,  starà via per un anno. In casa nostra ci sono poche essenziali regole da rispettare: ci si aiuta per le faccende domestiche, cuciniamo insieme, cerchiamo di avere un dialogo costruttivo con ognuno di loro quotidianamente. Abbiamo passato periodi difficili, con problematiche legate all’età adolescenziale, ma con l’amore e la comprensione le cose si sono risolte.
Quando vado a letto, come tutte le mamme arrivo a fine giornata stanca, però penso di essere molto fortunata della famiglia allargata che ho, amo tantissimo i nostri figli e mio marito. Mi sento appagata per tutto questo e non potrei desiderare altro.

DOMANDE FREQUENTI CHE LA GENTE TI PONE SE DECIDI DI PRENDERE IN AFFIDO UN BAMBINO:

1)Ma se te lo portano via?
2)Quindi deve vedere i genitori per forza?
3)Ma se ti affezioni?
4)Però non hai la sicurezza che rimanga con voi e poi come farete?
5)Non puoi adottarlo così rimane con voi?
6)Mangia quello che mangiate voi?
7)Piange?

Risposte:

Accogliere un bambino in affido non significa adottarlo, quindi se la famiglia d’origine dopo un periodo difficile è in grado di occuparsi nuovamente di lui, saranno gli assistenti sociali a decidere come e quando reinserirlo a casa dai genitori naturali.
Verranno organizzati degli incontri con scadenza settimanale oppure ogni due settimane, dove il bambino potrà passare un po’ di tempo con i genitori naturali, di solito 1/2 ore.
Certo che ci si affeziona è impossibile non farlo, però sappiamo fin dall’inizio che il nostro compito è quello di dare un aiuto concreto a un bambino e ad una famiglia in difficoltà.

Finito il periodo dell’affido e quando il bimbo/a è rientrato/a nella famiglia d’origine, se vorrai potrai intraprendere un nuovo percorso d’affido.

Non dipende da noi, non possiamo decidere di adottarlo così dal nulla, è il giudice che prende queste decisioni e non è detto che se diventa adottabile rimanga nella tua famiglia. Ci sono moltissime coppie che hanno intrapreso il percorso dell’adozione e magari sono in attesa da anni, quindi non c’è nulla di scontato.

Una volta inserito in un contesto familiare il bambino si adatterà un po’ alla volta alle abitudini alimentari e ai ritmi della famiglia.
Come tutti i bambini ci potranno essere momenti di sconforto dove il bambino potrà piangere, spetta a noi consolarlo e infondergli tanto affetto e coccole a volontà, dimostramdogli noi ci siamo, che non è da solo ad affrontare le ingiustizie della vita, perchè con lui ci sono i suoi genitori affidatari.