Sono in sedia a rotelle da quando avevo vent’anni a causa della mia malattia, ho 33 anni una distrofia muscolare che piano piano, mi ha portata a non camminare più. Ammetto che all’inizio non è stato facile, pensavo che la vita mi avesse tolto tutto, che nulla avesse più un senso, ma dopo tutto, piano piano ho cercato di andare avanti, in cuor mio sapevo che per me c’era in serbo un disegno più importante, qualcosa di bello che doveva accadere e questo non mi ha mai fatta scoraggiare.

Un giorno come tanti ero con una mia amica che quasi mi costringe a iscrivermi su facebook, ed è lì, che dopo pochi mesi mi arriva una richiesta d’amicizia da un ragazzo, col quale inizio a chattare…Tiago, un mio coetaneo, brasiliano d’origine e veneziano d’adozione. Dopo circa un mese decide di mettersi in macchina, e venire a conoscermi. Da quel giorno non ci siamo più lasciati. Per me lui ha cambiato la sua vita, cambiato città, cambiato le sue abitudini, dicendomi che l’unico posto che lo rendesse felice davvero era stare al mio fianco. E lui ha cambiato per sempre la mia.

Nonostante la mia malattia, la distanza, i pregiudizi, ci siamo amati al primo sguardo

Dopo qualche anno da fidanzati abbiamo coronato il sogno di diventare marito e moglie nel luglio del 2012. Ovviamente il mio desiderio era anche un altro: quello di diventare mamma.
Cosi, ci imbattiamo in varie indagini genetiche per escludere che un futuro bambino possa “ereditare” la mia malattia e finalmente, nel 2014 abbiamo le risposte: i nostri futuri figli nasceranno sani!

L’anno successivo scopro di essere incinta, ma purtroppo la felicità dura poco, poiché persi il bambino dopo poche settimane. Ancora una volta la vita mi aveva messa alla prova e io ancora una volta non gliel’ho data vinta.

E’ nel 2017, precisamente il 7 luglio, nel giorno del nostro quinto anniversario di nozze, che arriva la felicità vera e propria, quella che ti fa uscire il cuore fuori dal petto, quando ti accorgi che il test di gravidanza è positivo!

Nonostante la sedia a rotelle, le difficoltà di un pancione negli ultimi mesi, la fatica che si fa sentire, io ero felicissima.

Non mi sono mai pentita di quella scelta, ad ogni ecografia ero sempre più ansiosa di conoscere quella che al quinto mese abbiamo scoperto ufficialmente fosse una bambina. Una gravidanza perfetta, non ero mai stata bene come in quei mesi, a differenza di ciò che si potesse pensare!
E poi arriva quel giorno inaspettato, quello che non avevi messo in conto perché si sa che a 36 settimane e 5 giorni è un po’ presto per partorire. Ma il 14 febbraio 2018, durante la notte più romantica dell’anno, a San Valentino, è nata la nostra piccola Sharon, con un cesareo d’urgenza e tanta fretta di conoscere il mondo. La nostra bimba è nata all’ 1.29 di notte e pesava soltanto poco più di due chili…ma stava bene, entrambe stavamo bene.

Non desidero un paio di gambe nuove, non mi serve guarire dalla mia malattia, mia figlia è tutto ciò di cui ora ho bisogno, mi completa e con lei sono rinata. Ora ho capito che quel disegno che il futuro mi aveva riservato aveva il viso di mia figlia, era lei quel qualcosa di bello che dopo anni sarebbe piombato nella mia vita, e finalmente la colorasse. Il desiderio di diventare mamma è stato più forte di ogni paura. Quando ho deciso di essere mamma non ho visto ostacoli ma solo un unico grande traguardo che mi ha portata dritta a lei, mia figlia, l’essenza della mia vita, il mio arcobaleno, il mio miracolo

Mariangela 

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