Fin dall’età di 18 anni ho iniziato a sentire dentro me un forte desiderio di maternità, volevo un bambino e volevo diventare mamma. Fidanzati da 4 anni era quel qualcosa di bello che mancava nella nostra vita seppur piccola mi sentivo pronta, ma lo ero solo io.

Attendere il momento giusto

La scuola da finire, un lavoro che non c’era, una casa nostra e di un matrimonio nemmeno l’ombra ma a me sarebbe andato bene ugualmente non avere il resto del mondo perché nel mio cuore non avevo bisogno di altro se non di un bambino tutto nostro.

Siamo arrivati persino a litigare perché le sue parole erano sempre le stesse negli anni a seguire: “prima dobbiamo avere un buon lavoro e un tetto sulla testa, non farò crescere mio figlio dai nonni” e come dargli torto,in parte ero d’accordo col la sua buona intenzione.

Per anni speravo che “capitasse” come a volte sentivo dire da donne che non avevano desiderato quella gravidanza, restavo ad ascoltarle con il pensiero che mi travolgeva “perché a lei si e a me no?”

Eppure non sempre usavamo precauzione ma forse era la nostra vita che doveva andare così, col tempo ho imparato che non tutti raccontano la verità a volte dietro quel “è capitato” si nascondeva la vergogna o la paura di essere giudicati per aver voluto un figlio in giovane età o subito dopo il primo, eppure io non me ne sarei vergognata di dire in giro “l’ho desiderato, voluto e cercato”.

Finalmente tutto combacia

Era fine 2015 quando finalmente le nostre vite iniziarono ad avere una svolta significativa e il tempo di attesa si accorciava sempre meno, avevamo una casa tutta nostra e potevamo sposarci… tutto iniziava a prendere forma, i nostri sogni non erano più solo scritti su un diario ma stavano diventando un qualcosa di reale, avevamo la data del nostro giorno 26 agosto 2017.

Arrivò l’estate e con lei ritornò il forte desiderio di diventare mamma presto, ma aspettare altri 3 mesi era troppo e questa volta anche per lui,  a Giugno decidemmo di provarci una sola volta se sarebbe andata bene saremmo stati felicissimi se fosse stato al contrario ci eravamo promessi di aspettare il viaggio di nozze, un piccolo patto tra noi.

La gioia del test positivo

Ma la vita quanto meno te lo aspetti decide di sorprendere, un solo tentativo non avrebbe funzionato pensavamo e invece il 24 giugno stringevo finalmente tra le mani il mio test positivo.

Quel giorno decisi di farlo da sola perché una donna certe cose le percepisce prima che un test o un esame della beta lo confermi, volevo fargli una sorpresa a quel futuro papà che finalmente col cuore più sereno e tranquillo cercava il suo bambino così corsi a comprare una scatola dove porre dentro il test positivo, un bavaglino rosso unisex e uno blu il colore che il cuore mi diceva sin da subito e quella sensazione che sarebbe stato maschietto.

Nel pomeriggio feci trovare questa scatola al mio quasi marito e con occhi pieni di lacrime mi abbraccio’ come mai ha fatto prima, era felice e allo stesso tempo incredulo. Iniziò così la nostra avventura verso il Si e dopo qualche mese non c’è stata cosa più bella di percorrere la navata per raggiungerlo perché in quel momento oltre al mio papà c’era Andrea insieme a me, l’emozione più bella della nostra vita. Oggi col passare del tempo ho realizzato che l’attesa di avere un bambino per me non è dipesa da un fattore fisiologico ma dal potergli offrire una vita tranquilla e serena.

Veronica Viola 

Vincitrice del Contest Chicco di Felicità

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